7 luglio 2020 - novenoved

In Senegal i pescatori sono diventati i protettori delle tartarughe marine

Le acque del Senegal sono frequentate da tre specie di tartarughe marine: quella più popolosa è la Chelonia mydas, seguita dalla Caretta caretta e dalla Dermochelys coriacea.

Negli ultimi decenni però, il numero di esemplari è diminuito del 30% e dunque dal 2000 si è cercato di educare le comunità locali che mangiavano in grandi quantità proprio la carne di questi rettili acquatici.

«Una volta eravamo i più grandi mangiatori di tartarughe, le mangiavamo sia per strada che in casa. Ora siamo diventati i loro più grandi protettori» afferma Abdou Karim Sall, un pescatore che ora guida il comitato di gestione dell’Area Marina Protetta di Joal-Fadiouth, a due ore a sud di Dakar.

Questa AMP per la protezione delle specie migratorie in via d’estinzione è stata fondata nel 2004 grazie al sostegno del governo, delle autorità locali e di diverse associazioni. Essa si estende su quasi 150 chilometri quadrati ed è costituita da una fascia costiera con spiagge sabbiose, zone aride, nonchè una foresta di mangrovie.

Tra i tanti obiettivi dell’istituzione dell’AMP, c’è anche quello di migliorare il rendimento della pesca e quindi quello di ricevere benefici socioeconomici per la popolazione locale. Grazie alla presenza delle tartarughe infatti, il fragile biotopo resiste con meno difficioltà, diventando un vivaio per molte specie di pesci e favorendo appunto l’economia del settore della pesca.

Agli ex venditori di tartarughe sono state donate tre piccole canoe con cui accompagnano i turisti in mare, i quali sono entusiasti di avvistare una tartaruga marina. «Non tutti i pescatori si sono però allontanati definitivamente dalla pesca delle tartarughe. Infatti, quando il quantitativo di pescato non è sufficiente, c’è chi le caccia appositamente» dice Abdou Karim.

Appena due settimane fa, una giovane tartaruga verde è stata trovata su una spiaggia di Dakar con il piastrone tagliato in due, senza la coda e senza il sistema riproduttivo. Tutto ciò fa pensare che essa sia stata uccisa per la “medicina tradizionale” e dunque non si deve abbassare la guardia«la lotta per proteggere le tartarughe marine continua».