31 ottobre 2020 - novenoved

La comunità indigena rilascia migliaia di baby tartarughe marine

«Quest’anno è stato uno dei più difficili per la nostra comunità. La pandemia ha portato malattia e morte alla nostra gente ed ha complicato la situazione economica» ha riferito ad AMP Mayra Estrella Astorga, coordinatrice del gruppo di conservazione “Tortugueros del Desemboque“.

Nel bel mezzo di questa tragedia mondiale, le tartarughe marine hanno portato un po’ di felicità. Il minor numero di turisti e di pescherecci, unito agli sforzi della comunità indigena dei Comcaan, ha portato alla nascita di oltre 2250 Lepidochelys olivacea nel Golfo di California, più del doppio del massimo dei recenti anni passati.

Per questa specie, che corre un alto rischio di estinzione, è una notizia meravigliosa ma soprattutto è l’ennesima prova che la Terra è tornata a respirare durante il lockdown. Che si tratti della tartaruga bastarda olivacea in Messico, della embricata in Brasile e nelle Filippine e della liuto sulle spiagge della Florida e della Thailandia, tutte hanno ringraziato gli esseri umani per la loro assenza dalle spiagge.