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Tartarughe bracconate per la preparazione di pozioni d’amore

Inserito da il 6 settembre 2017 – 00:06   
Tartarughe bracconate per la preparazione di pozioni d’amore

Tra le donne della cittadina nigeriana di Calabar è diffuso l’uso di una pozione d’amore seducente, chiamata “Kop nno mi” che, secondo la credenza popolare, servirebbe ad indurre l’uomo a sottomettersi alla donna ed a soddisfare così ogni desiderio sessuale di lei.

Ciò che però sta suscitando molte proteste è l’ingrediente principale e fondamentale di tale pozione: la tartaruga. Questi rettili vengono scelti non solo perchè longevi e saggi secondo le narrazioni, ma per il loro carattere innocuo, paziente e “debole”.

La preparazione del “Kop nno mi” sta quindi portando alla scomparsa delle tartarughe dalle aree boschive e per trovare facilmente un esemplare bisogna recarsi nei mercati locali, ove i commercianti vendono le testuggini in sacchi oppure ove è possibile scegliersi l’esemplare e farsi preparare così al momento il famoso infuso d’amore.

Il Dr. Edem Eniang, direttore del “Biodiversity Preservation Centre“, ha intrapreso un viaggio verso le foreste di Esuk Mbak nell’area governativa dell’Akpabuyo. Qui ci sono ancora presenti un ragionevole numero di specie di tartarughe ed è importante quindi, far apprendere ai residenti che la salvaguardia di questi animali è fondamentale per l’ecosistema ed anche per le generazioni future.

«Ho cercato di far comprendere che bisogna smettere di usare le tartarughe per il “Kop nno mi” perché quella pozione non funziona. Ma poi, anche anche se funzionasse, col ritmo attuale con cui viene venduta questa miscela d’amore, molto presto non si vedranno più tartarughe in giro» ha detto il Dr. Eniang.

Grazie al sostegno del “Critical Ecosystem Partnership Fund” si sta cercando di preservare le tartarughe ancora presenti nelle foreste e, attraverso danze, canzoni e spettacoli in onore delle tartarughe, si spera di velocizzare la sensibilizzazione.

Nel frattempo, sono state posizionate delle trappole nei boschi che serviranno, nei prossimi 12 mesi, ad accertare il numero esatto degli esemplari rimasti.