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Macrochelys temminckii: Scheda Riassuntiva

Inserito da il 24 gennaio 2018 – 16:01   
Macrochelys temminckii: Scheda Riassuntiva

In questa pagina troverete la scheda d’allevamento riassuntiva che riguarda le tartarughe appartenenti alla specie Macrochelys temminckii (comunemente chiamata “tartaruga alligatore“). La scheda indica sommariamente le informazioni sull’alimentazione, la riproduzione, le caratteristiche fisiche e comportamentali ed altri aspetti per allevare al meglio questa specie.

 

Specie: Macrochelys temminckii

Sottospecie: non è presente alcuna sottospecie

Stati di provenienza: endemica degli USA sud-orientali, è presente principalmente nel lungo tratto di fiume (Missouri) che si estende dalla valle della diga di Gavins Point, nella città di Yankton, fino alla foce (Mississippi) nel golfo del Messico. Quindi in Arkansas, nell’Illinois, nell’Iowa, nel Kansas, nella Louisiana, nel Mississippi, nel Missouri e nel Tennessee. La sua presenza però, è stata riscontrata anche nei corsi d’acqua dell’Alabama, del nord della Florida, dell’Indiana, dell’ovest del Kentucky, dell’Oklahoma e dell’est del Texas

Luoghi di origine: fiumi, laghi e paludi. Gli adulti preferiscono stare in acque profonde di grandi fiumi o in zone umide salmastre, mentre da baby stazionano più in superficie ed in corsi d’acqua più piccoli

Lunghezza massima: in genere varia dai 35cm agli 80cm, con un peso dai 25 agli 80 Kg, ma in media questa specie si assesta sui 60cm. Ci sono comunque casi limite documentati negli anni, come l’esemplare del “Tennessee Aquarium” che nel 1999 raggiunse un peso di ben 113 Kg oppure come quello presente nel “Brookfield Zoo” di Chicago di oltre 85cm di lunghezza

Colorazione carapace: presenta tre grandi creste longitudinali che attraversano tutto il carapace. La colorazione varia dal marrone scuro al nerastro, ma spesso è coperta dalle alghe che si formano per la poca esposizione ai raggi solari e che allo stesso tempo sono utili per mimetizzarsi sul letto del fiume

Colorazione piastrone: si presenta molto piccolo rispetto al carapace e varia dal beige chiaro al grigiastro 

Colorazione testa ed arti: la pelle si presenta squamosa e ruvida e segue la colorazione del carapace, con eccezione nelle zone attorno al piastrone ove invece è più chiara. Gli arti sono molto muscolosi, mentre le dita sono palmate con 5 artigli in quelle anteriori e 4 in quelle posteriori

Riconoscimento sesso: i maschi sono solitamente più grandi delle femmine, con anche una coda più lunga. Ma il dimorfismo sessuale è evidente nella posizione della cloaca, che nei maschi è oltre la fine del carapace mentre nelle femmine è posizionata alla stessa altezza del bordo del carapace o più all’interno. Infine, la base della coda nei maschi è più spessa poichè nasconde gli organi riproduttivi

Maturità sessuale: viene raggiunta tra gli 11 ed i 13 anni, quando in media la lunghezza del carapace è circa 30cm

Allevamento in cattività in casa: è possibile solo per i primi anni in quanto raggiunge dimensioni notevoli. Poichè il suo “stile di vita” è relativamente sedentario, richiede spazi non esagerati, con un livello dell’acqua sufficiente a garantire alla tartaruga di portare il naso fuori dall’acqua stando sul fondo o comunque poco più alta

Allevamento in cattività in laghetto: è possibile tutto l’anno se lo si progetta con una pendenza dolce ed una profondità dell’acqua di 80cm, con in aggiunta uno strato di fanghiglia e/o sabbia finissima sul fondo per ulteriori 20/30cm, ciò per evitare che muoiano durante l’inverno. E’ consigliato avere una zona d’ombra in acqua, che è possibile creare piantumando il bordo o direttamente una zona interna al laghetto con poca profondità. Il laghetto deve avere un recinto fortificato, alto 2/3 volte la lunghezza della tartaruga e che sia interrato per almeno 30cm. L’area basking non è necessaria in quanto solo le femmine abbandonano l’acqua e lo fanno esclusivamente per deporre. Infine, è preferibile avere una pompa che movimenti e quindi ossigeni l’acqua poichè la M. temminckii può stare immobile sul fondo anche un’ora ad attendere la preda ed assorbire l’ossigeno attraverso la pelle 

Alimentazione: nonostante sia un colossale predatore, questa tartaruga è onnivora e si nutre quindi anche di vegetali, ma su tutto preferisce comunque pesci ed invertebrati. Le M. temminckii sono sia opportuniste che cacciatrici attive; infatti di giorno restano tranquille sul fondo di acque torbide e tengono le loro mascelle ben aperte, con in vista la lingua che sulla punta presenta un’appendice vermiforme che funge da esca (mimetismo di Peckhamian). Tale appendice è generalmente grigia ma, tramite un afflusso di sangue, diventa rossa e si contorce per attirare la preda. Invece di notte sono più attive e mangiano quasi tutto ciò che riescono facilmente a catturare, dai pesci ai molluschi, dai crostacei agli anfibi, dagli insetti agli uccelli acquatici, dai mammiferi (nutrie, topi muschiati, opossum, scoiattoli, procioni, armadilli) ai rettili (serpenti, tartarughe). Uno studio effettuato in Louisiana ha rivelato che nello stomaco dell’80% delle M. temminckii erano presenti tartarughe, principalmente del genere “Kinosternidae”, che vengono localizzate coi segnali chemosensoriali che la tartaruga alligatore riesce a percepire anche se la preda si nasconde sotto il fango. Come apporto vegetale mangia sia foglie e steli di piante acquatiche, sia radici, tuberi, cortecce, noccioline e cereali. In cattività è possibile fornire (a giorni alterni per gli adulti e tutti i giorni per le baby) pesce, preferibilmente vivo, carne bianca o di manzo, verdura a foglia, insetti, anellidi, molluschi e crostacei

Letargo: in natura lo effettuano a temp inferiori ai 10°C e nelle giornate con picchi delle temperature verso lo zero, cambiano la loro posizione scendendo a profondità maggiori per avere una più tollerabile termoregolazione. In casa è impossibile, quindi nel periodo autunnale/invernale necessitano di riscaldatore impostato sui 22/24°C, senza di esso fanno un semi-letargo dannosissimo. All’esterno bisogna avere un laghetto come descritto su ed è preferibile che non duri troppo. Possono fare letargo anche in luoghi chiusi, a patto che si garantisca il rispetto delle temp sopra-indicate per un corretto letargo

Legislazione: è inserita nell’Allegato A del Decreto Ministeriale 19 aprile 1996, che elenca le specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica. Quindi dal 3 ottobre 1996 ne è stata vietata la detenzione e la vendita, con esclusione per le istituzioni scientifiche e di ricerca pubbliche e private (autorizzate ai sensi dell’art. 12 del D.L. 27 gennaio 1992, n° 116). Per coloro che al 3/10/1996 detenevano uno o più esemplari, furono concessi 90 giorni di tempo per denunciarne il possesso alla Prefettura, in modo da ricevere, dopo apposito controllo da parte dell’ASL, l’autorizzazione per continuare a detenerli

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La foto articolo è di Jared Zellars ©

 

 

 

 

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