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Il rapporto sbilanciato tra i sessi innesca il suicidio demografico in una densa popolazione di tartarughe

Arturo Inturri by Arturo Inturri
24 Febbraio 2026
in News, Pubblicazioni scientifiche
Il rapporto sbilanciato tra i sessi innesca il suicidio demografico in una densa popolazione di tartarughe
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Arsovski, D., X. Bonnet, A. Golubović, and L. Tomović. 2026. “ Sex Ratio Bias Triggers Demographic Suicide in a Dense Tortoise Population.” Ecology Letters 29, no. 1: e70296. doi.org/10.1111/ele.70296.

Abstract

In teoria, rapporti tra i sessi sbilanciati negli adulti, combinati con elevate densità di popolazione in sistemi di accoppiamento fisicamente coercitivi, potrebbero innescare un vortice di estinzione, indipendentemente da fattori esterni quali predazione o perdita di habitat. Tuttavia, questo fenomeno non è mai stato documentato in natura. In una popolazione insulare eccezionalmente densa di Testudo hermanni di Lake Prespa, nella Macedonia del Nord, i maschi sessualmente coercitivi superano di gran lunga le femmine, infliggono gravi ferite copulatorie e le espongono al rischio di cadute fatali dalle ripide pareti rocciose dell’altopiano dell’isola. Le femmine sottoposte a molestie risultano emaciate, si riproducono meno frequentemente, producono covate più piccole e presentano tassi annuali di sopravvivenza inferiori rispetto alle femmine di una popolazione continentale vicina. Sedici anni di dati di cattura-ricattura rivelano un evento di estinzione in corso e prevedono che l’ultima femmina dell’isola morirà nel 2083. Paradossalmente, mentre un’elevata densità di popolazione potrebbe suggerire prosperità, essa può innescare il collasso della popolazione in presenza di un rapporto tra i sessi adulti fortemente sbilanciato in un sistema di accoppiamento coercitivo.

Sviluppo dello studio

Lo studio si concentra su una popolazione insulare di Testudo hermanni situata a Lake Prespa, in Macedonia del Nord, caratterizzata da una densità eccezionalmente elevata e da un marcato squilibrio nel rapporto tra i sessi a favore dei maschi adulti. In questa popolazione, il sistema di accoppiamento è fisicamente coercitivo: i maschi competono attivamente per coprire alle femmine attraverso inseguimenti insistenti, morsi e tentativi ripetuti di copula, comportamenti che possono provocare lesioni gravi e stress cronico nelle femmine.

L’area di studio presenta inoltre una particolare conformazione geomorfologica, con un altopiano roccioso delimitato da pareti scoscese. In questo contesto, la pressione esercitata dai maschi non si limita ai danni fisici diretti, ma aumenta il rischio di cadute fatali lungo le pareti dell’isola, aggiungendo una componente di mortalità indiretta legata alle interazioni sessuali.

Gli autori hanno analizzato sedici anni consecutivi di dati raccolti tramite metodologie di cattura-ricattura, un approccio standard nella demografia delle specie a lunga vita che consente di stimare sopravvivenza annuale, frequenza riproduttiva e dinamica della popolazione nel tempo. I parametri demografici della popolazione insulare sono stati confrontati con quelli di una popolazione continentale vicina, caratterizzata da un rapporto tra i sessi più equilibrato.

I risultati mostrano differenze marcate. Le femmine dell’isola presentano una condizione corporea significativamente peggiore, con segni evidenti di deperimento. La frequenza riproduttiva risulta ridotta, così come la dimensione delle covate. Anche la probabilità di sopravvivenza annuale è inferiore rispetto alle femmine della popolazione di controllo. Questi effetti combinati determinano una progressiva riduzione del contributo femminile alla generazione successiva, compromettendo l’ingresso di nuovi individui nella componente riproduttiva della popolazione.

Attraverso modelli demografici prospettici basati sui dati empirici raccolti, gli autori dimostrano che il declino non è episodico ma strutturale e in atto. Le simulazioni indicano che, mantenendosi le attuali condizioni di squilibrio nel rapporto tra i sessi, la popolazione insulare è destinata a collassare, con l’estinzione dell’ultima femmina prevista entro il 2083.

Il quadro che emerge è particolarmente rilevante dal punto di vista teorico ed ecologico: l’elevata densità, generalmente interpretata come indicatore di successo e stabilità, in questo caso maschera una dinamica interna destabilizzante. L’interazione tra sovrabbondanza di maschi e sistema di accoppiamento coercitivo genera un circolo vizioso in cui la pressione riproduttiva e la mortalità femminile si rafforzano reciprocamente, conducendo a un processo di declino autoindotto che gli autori definiscono “suicidio demografico”.

Conclusioni

Questo studio dimostra che un rapporto tra i sessi adulti fortemente sbilanciato, in presenza di elevate densità e di un sistema di accoppiamento coercitivo, può innescare un vortice di estinzione indipendentemente da fattori esterni.

Nel caso della popolazione insulare di Testudo hermanni dello studio, l’eccesso di maschi compromette sopravvivenza e successo riproduttivo delle femmine, determinando un declino strutturale in atto.

Paradossalmente, un’elevata densità non rappresenta necessariamente un segnale di prosperità: in condizioni di forte squilibrio sessuale può invece accelerare il collasso demografico.

Tags: conservazioneMacedoniaricercasuicidio demograficotartarugatartarughetestudo hermannitestuggine

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