Il nido individuato a Francavilla al Mare (CH) porta a tre le nidificazioni documentate lungo la costa abruzzese nel 2026: mai così tante in una sola stagione.
Una nuova spiaggia entra nella storia
La scoperta del nido di Francavilla al Mare aggiunge un nuovo tassello a una stagione che, per la nidificazione della Caretta caretta in Abruzzo, è già entrata nella storia.
Con questa deposizione salgono infatti a tre i nidi documentati lungo la costa regionale nel 2026, un numero mai raggiunto prima in una singola stagione.
La scoperta è arrivata quasi alla fine di settembre, quando alcuni passanti giovedì 24 hanno notato sulla spiaggia la presenza di piccole tartarughe marine e hanno segnalato l’evento. La comunicazione ha attivato la Rete Regionale Abruzzese e il personale del Centro Studi Cetacei, intervenuto per cercare di individuare il punto da cui erano emersi i nidiacei.
Per due giorni i volontari hanno seguito le tracce e controllato il tratto di costa. A permettere di restringere la ricerca è stata infine l’emersione di un altro piccolo, che ha condotto gli operatori fino alla camera di incubazione.
Per Francavilla al Mare si tratta della prima nidificazione di Caretta caretta documentata nella storia della città.
Novantadue uova sotto la sabbia
L’ispezione della camera del nido, effettuata ieri 27 settembre, ha permesso di ricostruire ciò che era avvenuto nelle settimane precedenti.
Sono state individuate 92 uova, delle quali 62 risultavano già schiuse. Durante il controllo, i volontari hanno trovato anche otto piccoli ancora vivi all’interno della camera. Gli esemplari sono stati recuperati e accompagnati fino al mare.
Il nido è stato quindi messo in sicurezza e l’area è stata sottoposta a un presidio h24, con il coinvolgimento dei volontari del Centro Studi Cetacei, del Comune di Francavilla al Mare e della Guardia Costiera di Ortona, insieme alla Delegazione di Spiaggia di Francavilla.
La scoperta è arrivata quando una parte consistente della schiusa era già avvenuta. Ancora una volta, dunque, sono state le tracce lasciate dai piccoli a permettere di ricostruire una deposizione che era rimasta completamente fuori dall’osservazione durante la fase di nidificazione.
Il terzo nido cambia la storia dell’Abruzzo
Il significato del ritrovamento, però, va ben oltre Francavilla.
Prima di questo nido, nel 2026 erano già state documentate altre due nidificazioni lungo la costa abruzzese. L’11 luglio, un nido era stato individuato nella Riserva Naturale del Borsacchio, a Roseto degli Abruzzi (TE). Poi, nella serata dell’1 settembre, a Silvi (TE) era stata registrata la schiusa di un nido che non era mai stato precedentemente individuato.
Con Francavilla, il numero complessivo sale quindi a tre nidificazioni documentate nel corso della stagione.
È un dato senza precedenti per la regione.
La serie storica degli ultimi anni mostra infatti quanto sia recente questo fenomeno nel territorio abruzzese: dopo un primo nido documentato nel 2013, si è registrata una sola nidificazione nel 2022, una nel 2023 e una nel 2024. Nel 2025 il numero era salito a due.
Il 2026 supera quindi per la prima volta il precedente massimo annuale, portando il numero di nidi documentati a tre.
Un fenomeno ancora difficile da fotografare
Il record va però interpretato con una certa cautela.
Tre nidi documentati non significano necessariamente che siano state soltanto tre le deposizioni avvenute lungo la costa abruzzese. Il caso di Silvi lo dimostra in maniera particolarmente evidente: il nido è rimasto sconosciuto fino alla fase della schiusa.
La Caretta caretta può infatti deporre anche su tratti di costa dove la presenza umana è ridotta e dove una femmina può completare indisturbata la propria attività. Se nessuno osserva la deposizione e le tracce vengono cancellate dal vento, dalle maree o dalle attività sulla spiaggia, il nido può rimanere completamente fuori dal monitoraggio.
In altri casi, invece, il primo segnale arriva proprio dai neonati, come accaduto a Francavilla.
Questo significa che il numero ufficiale dei nidi rappresenta soprattutto ciò che è stato possibile documentare, non necessariamente l’intero fenomeno riproduttivo che si verifica lungo la costa.
Una costa che sta diventando più interessante per le tartarughe
Il dato del 2026 si inserisce comunque in un quadro che merita attenzione.
L’Abruzzo non è storicamente una delle principali aree italiane di nidificazione della Caretta caretta. Eppure, negli ultimi anni, la regione ha iniziato a raccogliere con maggiore frequenza prove della presenza riproduttiva della specie, con deposizioni distribuite in località differenti.
Non è ancora possibile stabilire se si tratti dell’inizio di una vera espansione dell’areale riproduttivo, di una maggiore attenzione e capacità di individuazione dei nidi oppure della combinazione di entrambi i fattori.
Per comprenderlo serviranno continuità nel monitoraggio e una raccolta sistematica dei dati nel corso delle prossime stagioni.
Ma il fatto che nel giro di pochi anni il numero massimo annuale sia passato da una a due e poi a tre nidificazioni documentate rappresenta comunque un segnale interessante.
Il valore di una rete sul territorio
La vicenda di Francavilla mostra anche quanto sia importante la collaborazione tra cittadini, enti e operatori specializzati.
Senza la prima segnalazione dei passanti, quelle piccole impronte sulla sabbia avrebbero potuto essere facilmente scambiate per un dettaglio insignificante. Invece hanno dato il via a due giorni di ricerche, fino all’individuazione della camera del nido.
Da quel momento sono entrati in campo il Centro Studi Cetacei, la Rete Regionale Abruzzese, il Comune e la Guardia Costiera, permettendo di mettere in sicurezza l’area e di seguire la fase finale della schiusa.
È una collaborazione che diventa ancora più importante in una stagione nella quale l’Abruzzo ha raggiunto il suo massimo storico di nidificazioni documentate.
Tre nidi, e una domanda aperta
Il nido di Francavilla consegna quindi all’Abruzzo un record che, fino a pochi giorni fa, non esisteva: tre nidificazioni di Caretta caretta documentate in una sola stagione.
Ma la stessa storia che permette di celebrare questo risultato suggerisce anche di non fermarsi al numero.
Un nido può essere scoperto soltanto quando i piccoli emergono. Una spiaggia può essere scelta senza che nessuno assista alla deposizione. E alcune tracce possono scomparire prima ancora che qualcuno abbia la possibilità di riconoscerle.
Per questo il record del 2026 va letto per quello che realmente rappresenta: il maggior numero di nidificazioni finora documentato in Abruzzo, non necessariamente il numero esatto di quelle avvenute.
Francavilla al Mare è oggi una nuova località sulla mappa della Caretta caretta. E, con tre nidi in una sola stagione, anche la mappa stessa dell’Abruzzo sembra avere ancora qualcosa da raccontare.




