Dal 7 al 15 novembre 2026 il Cile ospiterà la sesta edizione della Semana de las Invasiones Biológicas, un’iniziativa nazionale che riunirà oltre dodici organizzazioni tra università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e realtà ambientali. L’obiettivo è portare all’attenzione del pubblico gli effetti delle specie esotiche invasive sulla biodiversità, attraverso incontri scientifici, attività educative e iniziative partecipative. Tra le città coinvolte, Concepción avrà un ruolo centrale grazie al programma promosso principalmente negli spazi dell’Universidad de Concepción, dove ricerca ecologica, divulgazione e arte si incontreranno per affrontare una delle principali minacce alla conservazione degli ecosistemi.
Tra gli appuntamenti in programma il 9 novembre figura la conferenza «Tartarughe, quartieri e zone umide: predittori di un’invasione acquatica», dedicata alla presenza e alla diffusione delle tartarughe introdotte negli ambienti acquatici. Il tema si inserisce in un’attività di ricerca e collaborazione già avviata nell’area metropolitana di Gran Concepción, dove la presenza di tartarughe americane dalle orecchie rosse (Trachemys scripta) nei corpi idrici urbani è stata oggetto di approfondimento da parte del Laboratorio de Invasiones Biológicas dell’Universidad de Concepción, del Centro IRIS e di organizzazioni locali. La questione non riguarda soltanto la presenza di singoli animali, ma la capacità di una specie introdotta di insediarsi in nuovi ambienti, diffondersi e interferire con le comunità biologiche autoctone.
La settimana proseguirà con mostre scientifiche, laboratori di illustrazione naturalistica, attività di divulgazione e momenti di confronto aperti alla cittadinanza, coinvolgendo anche Santiago, Temuco e Antofagasta. L’iniziativa, promossa da Naturaleza Intrusa e sostenuta da una rete di istituzioni scientifiche e ambientali, punta a rafforzare il dialogo tra ricerca, amministrazioni e comunità locali. Un approccio che riconosce come la prevenzione e la gestione delle invasioni biologiche non possano basarsi esclusivamente sugli interventi di controllo, ma richiedano anche conoscenza, sensibilizzazione e partecipazione pubblica.
Credit foto in evidenza: Jeannette Valenzuela Mella




