Negli Stati Uniti, un gruppo ambientalista ha avviato una causa legale contro il governo federale per chiedere protezioni maggiori per una specie di tartaruga d’acqua dolce minacciata: la tartaruga del Rio Grande (Pseudemys gorzugi). La battaglia giudiziaria, depositata l’8 gennaio 2026 presso il Tribunale Distrettuale di Columbia, contesta la decisione del U.S. Fish and Wildlife Service (l’ente federale per la fauna selvatica) del 2022 di non inserire la specie nella lista delle specie protette ai sensi dell’Endangered Species Act (ESA) – la legge statunitense più importante per la tutela delle specie a rischio.
Questa tartaruga, che vive nei bacini dei fiumi Pecos e Rio Grande in New Mexico, Texas e nel nord del Messico, ha un ciclo vitale lento: matura lentamente e richiede anni per raggiungere l’età riproduttiva. Per questo motivo è particolarmente vulnerabile alle pressioni ambientali e ai cambiamenti nel suo habitat.
Il Center for Biological Diversity, l’organizzazione ambientalista che ha promosso l’azione legale, sostiene che la decisione federale di escludere la specie dalla protezione sia stata presa ignorando prove crescenti di rischio di estinzione. Minacce come il cambiamento climatico, l’utilizzo insostenibile dell’acqua, l’inquinamento derivante da attività di estrazione di petrolio e gas e la raccolta illegale per il commercio internazionale mettono a serio rischio i singoli individui e le popolazioni.
Il ricorso legale richiede al tribunale di dichiarare che l’ente federale ha violato l’Endangered Species Act e la Administrative Procedure Act (la legge che disciplina le procedure degli organi pubblici) e di ordinare un nuovo processo di valutazione per inserire la tartaruga del Rio Grande nella lista delle specie protette.
Dal punto di vista ecologico, proteggere questa specie significa preservare non solo un singolo animale, ma anche interi ecosistemi fluviali del Sud-Ovest nordamericano, habitat che forniscono acqua, nutrimento e rifugio a molte altre specie e che sono fondamentali per l’equilibrio idrico di vaste aree aride. La tutela legale permetterebbe anche di accedere a fondi per programmi di conservazione e riproduzione controllata.
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