• 👥 Chi siamo
  • ✉️ Contatti
  • ⭐ Tartapedia Experience
DONA ORA
Tartapedia
  • Home
  • Attualità
    • News
    • News dal mondo
    • Pubblicazioni scientifiche
  • Allevamento
    • Alimentazione delle tartarughe
    • Principali patologie
    • Schede di allevamento
  • Adozioni
  • Veterinari
  • Fiere
  • Sostienici
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • News
    • News dal mondo
    • Pubblicazioni scientifiche
  • Allevamento
    • Alimentazione delle tartarughe
    • Principali patologie
    • Schede di allevamento
  • Adozioni
  • Veterinari
  • Fiere
  • Sostienici
No Result
View All Result
Tartapedia
No Result
View All Result
Home News

Il riscaldamento e le variazioni della produttività oceanica alterano la fenologia di una grossa popolazione di Caretta caretta a Capo Verde

Arturo Inturri by Arturo Inturri
4 Marzo 2026
in News, Pubblicazioni scientifiche
Il riscaldamento e le variazioni della produttività oceanica alterano la fenologia di una grossa popolazione di Caretta caretta a Capo Verde
Share on FacebookShare on Twitter

Nugraha, F.A.D.; Fairweather, K.; Lopes, A.; Lopes, A.; Renom, B.; Allgayer, R.; Taxonera, A.; Eizaguirre, C. Warming and Change in Ocean Productivity Alter Phenology of an Expanding Loggerhead Population in Cabo Verde. Animals 2026, 16, 552. doi.org/10.3390/ani16040552.

Abstract

Il riscaldamento climatico può alterare la tempistica riproduttiva delle specie, ma la capacità di aggiustamento fenologico nelle specie longeve, in particolare in quelle marine, rimane poco chiara. Utilizzando 17 anni di dati di monitoraggio provenienti da una delle più grandi popolazioni di tartaruga marina comune (Caretta caretta), sono stati indagati i fattori ambientali che influenzano la fenologia riproduttiva e il successo riproduttivo. È stato riscontrato che temperature superficiali del mare (SST) più elevate, sia nell’area di alimentazione sia in quella di nidificazione, hanno anticipato l’inizio, il picco e la fine della stagione di nidificazione. Sono fornite evidenze di ondate di arrivo nell’area di nidificazione, suggerendo che più tartarughe depongono un numero inferiore di covate rispetto a quanto precedentemente ipotizzato. Gli intervalli tra le nidificazioni sono risultati più brevi durante episodi di SST più elevate, in particolare nelle femmine di maggiori dimensioni, probabilmente sostenuti da variazioni nel ritmo riproduttivo legate alla scala metabolica. Al contrario, gli intervalli di rimigrazione si sono allungati nel tempo in tutte le classi dimensionali, riflettendo la diminuzione continua della produttività rilevata nell’area di alimentazione. Come conseguenza della ridotta produttività oceanica, sia la dimensione della covata sia la frequenza di deposizione sono diminuite nel periodo di studio. Inoltre, la tendenza alla diminuzione della dimensione corporea riduce ulteriormente il successo riproduttivo, poiché femmine più piccole producono covate di dimensioni inferiori. Nel complesso, dimostriamo che la dinamica di popolazione delle tartarughe marine è correlata ai parametri ambientali. Il declino sostenuto del successo riproduttivo sottolinea la necessità di mitigare gli impatti del riscaldamento climatico sull’area di alimentazione per salvaguardare questa popolazione, che, data la sua consistenza numerica, riveste un’importanza globale.

Sviluppo dello studio

Lo studio si basa su un dataset di monitoraggio a lungo termine della durata di 17 anni, raccolto su una delle più grandi popolazioni nidificanti di Caretta caretta a livello globale. L’obiettivo principale era comprendere in che modo le variabili ambientali, in particolare la temperatura superficiale del mare (Sea Surface Temperature, SST) e la produttività oceanica, influenzino la fenologia riproduttiva e l’output riproduttivo in una specie longeva.

Gli autori hanno analizzato in modo integrato dati relativi alla tempistica di inizio, picco e termine della stagione di nidificazione, agli intervalli tra deposizioni successive (inter-nesting intervals), agli intervalli tra stagioni riproduttive consecutive (remigration intervals), alla dimensione delle femmine e ai parametri riproduttivi quali frequenza e dimensione delle covate. Tali dati biologici sono stati messi in relazione con variabili ambientali sia delle aree di alimentazione sia delle spiagge di nidificazione.

I risultati mostrano che temperature superficiali del mare più elevate, sia nelle aree di foraggiamento sia nei siti di nidificazione, sono associate a un anticipo significativo dell’intera stagione riproduttiva: le femmine iniziano a nidificare prima, il picco stagionale si verifica anticipatamente e anche la conclusione della stagione risulta anticipata. Questo indica una chiara risposta fenologica alle condizioni termiche ambientali.

Lo studio fornisce inoltre evidenze di arrivi scaglionati (“waves of arrival”) presso i siti di deposizione, suggerendo che un numero maggiore di femmine possa deporre un numero inferiore di covate rispetto a quanto precedentemente ipotizzato. Durante gli anni caratterizzati da SST più elevate, gli intervalli tra deposizioni successive risultano più brevi, fenomeno particolarmente marcato nelle femmine di dimensioni maggiori. Gli autori interpretano questo dato alla luce di dinamiche metaboliche legate alla taglia corporea: individui più grandi, con tassi metabolici differenti, possono modulare diversamente il ritmo riproduttivo in condizioni ambientali variabili.

Tuttavia, a fronte di questi effetti a breve termine associati al riscaldamento delle acque, emerge una tendenza di lungo periodo più preoccupante. Gli intervalli tra stagioni riproduttive successive (remigration intervals) si sono progressivamente allungati in tutte le classi dimensionali, indicando un rallentamento complessivo del ciclo riproduttivo. Questo andamento è coerente con il declino continuo della produttività nelle aree di alimentazione documentato nel periodo di studio.

La diminuzione della produttività oceanica si riflette direttamente sull’output riproduttivo: sia la dimensione delle covate sia la frequenza di deposizione sono diminuite nel tempo. Parallelamente, è stata osservata una riduzione della taglia corporea media delle femmine nidificanti, fattore che contribuisce ulteriormente al calo della produzione di uova, poiché femmine di dimensioni inferiori depongono covate più piccole.

Nel complesso, lo studio dimostra che la dinamica di popolazione di Caretta caretta è strettamente correlata ai parametri ambientali e che le variazioni climatiche agiscono attraverso meccanismi complessi e multilivello: modificano la fenologia riproduttiva, influenzano il ritmo delle deposizioni e, soprattutto, incidono sulla produttività trofica delle aree di alimentazione, con effetti cumulativi sull’output riproduttivo nel lungo periodo.

Conclusioni

Questo studio evidenzia come il riscaldamento climatico e la riduzione della produttività oceanica stiano agendo congiuntamente nel rimodellare la strategia riproduttiva di una delle più importanti popolazioni di Caretta caretta a livello globale. Le variazioni della temperatura superficiale del mare influenzano la fenologia della nidificazione e il ritmo riproduttivo, mentre il progressivo declino della produttività nelle aree di alimentazione incide direttamente sulla capacità delle femmine di sostenere investimenti energetici elevati nel tempo.

La combinazione tra allungamento degli intervalli di rimigrazione, riduzione della dimensione corporea e diminuzione della dimensione e frequenza delle covate indica un indebolimento progressivo del potenziale riproduttivo della popolazione. Considerata l’importanza numerica di questa colonia su scala globale, i risultati sottolineano l’urgenza di integrare le dinamiche oceanografiche nei modelli di gestione e conservazione, con particolare attenzione alla tutela delle aree di foraggiamento, fondamentali per garantire la resilienza futura della specie.


Credit foto in evidenza: Nitin Yadav from Pexels

Tags: Caretta carettadeposizioneglobal warmingnidificazionericercariscaldamento globaletartarugatartaruga marinatartarughe

Ultimi articoli

Il riscaldamento e le variazioni della produttività oceanica alterano la fenologia di una grossa popolazione di Caretta caretta a Capo Verde

Il riscaldamento e le variazioni della produttività oceanica alterano la fenologia di una grossa popolazione di Caretta caretta a Capo Verde

4 Marzo 2026
Dopo 180 anni torna la testuggine gigante su Isla Floreana: 158 esemplari rilasciati per ripristinare l’ecosistema

Dopo 180 anni torna la testuggine gigante su Isla Floreana: 158 esemplari rilasciati per ripristinare l’ecosistema

24 Febbraio 2026
Il rapporto sbilanciato tra i sessi innesca il suicidio demografico in una densa popolazione di tartarughe

Il rapporto sbilanciato tra i sessi innesca il suicidio demografico in una densa popolazione di tartarughe

24 Febbraio 2026
Saphira nel Mar Ligure: il tracking satellitare conferma l’adattamento di una tartaruga di Kemp riabilitata

Saphira nel Mar Ligure: il tracking satellitare conferma l’adattamento di una tartaruga di Kemp riabilitata

18 Febbraio 2026
Tartapedia

Tartapedia nasce nel 2011 da un’idea di Domenico Vitiello come semplice forum, prima di cambiare le sue vesti e diventare, ad oggi, a tutti gli effetti un portale di informazione e collaborazione reale ed attiva sul territorio italiano.

Link utili

  • FAQ
  • Centri di Recupero
  • Uffici CITES
  • Regole condivisione dati

Seguici sui social

  • 👥 Chi siamo
  • ✉️ Contatti
  • ⭐ Tartapedia Experience

Tartapedia © 2024 | Cookie Policy - Privacy Policy

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • News
    • News dal mondo
    • Pubblicazioni scientifiche
  • Allevamento
    • Alimentazione delle tartarughe
    • Principali patologie
    • Schede di allevamento
  • Adozioni
  • Veterinari
  • Fiere
  • Sostienici
  • DONA ORA

Tartapedia © 2024 | Cookie Policy - Privacy Policy