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Chelonoidis (Geochelone) carbonaria: Scheda Riassuntiva

Inserito da il 26 dicembre 2017 – 20:18   
Chelonoidis (Geochelone) carbonaria: Scheda Riassuntiva

In questa pagina troverete la scheda d’allevamento riassuntiva che riguarda le tartarughe appartenenti alla specie Chelonoidis (Geochelone) carbonaria. La scheda indica sommariamente le informazioni sull’alimentazione, la riproduzione, le caratteristiche fisiche e comportamentali ed altri aspetti per allevare al meglio questa specie.

 

SpecieChelonoidis (Geochelone) carbonaria

Sottospecienon è presente alcuna sottospecie

Stati di provenienzaoccupa quasi tutto il Sud-America, dalla Colombia al Venezuela, dal Brasile al Nord dell’Argentina passando per la Bolivia ed il Paraguay. Alcune popolazioni sono presenti anche a Panama e nello stato del Suriname. Invece sulle isole caraibiche (Antigua, Barbados, Isole Vergini, Martinica, Guadalupa e Trinidad) sono state introdotte dall’uomo

Luoghi di originepreferisce foreste pluviali e aree vaste di savana con umidità molto alta. E’ possibile però, trovarla lungo corsi d’acqua o al riparo dai raggi solari in sottoboschi umidi. Evita comunque le aree paludose

Lunghezza massima: generalmente le dimensioni dei maschi variano dai 35 ai 40 cm mentre quelle delle femmine sono qualche centimetro in meno. A fine degli anni novanta, in Brasile è stato trovato un esemplare maschio di ben 51 cm. Tuttavia, sempre in Brasile, è presente una varietà cosiddetta “Cherry head” che raggiunge lunghezza inferiore alla media della specie; infatti, arrivano a misurare max 25-30 cm

Colorazione carapace: dal marrone scuro al nero, con un’areola presente al centro di ogni scuto che varia dal giallo all’arancio fiamma. Con l’avanzare dell’età, le areole perdono di colore

Colorazione piastrone: fondo dal giallo pallido al giallo scuro con, spesso, la presenza di una grossa macchia centrale più o meno regolare di colore tendente al marrone

Colorazione testa ed arti: di fondo è scura con alcune scaglie che variano dal giallo-beige al rosso acceso; le scaglie maggiormente colorate sono quelle delle zampe anteriori e della parte dorsale della testa. Inoltre, nello stato brasiliano di Bahia è presenta una varietà con colori molto più accesi, soprattutto sulla testa, e proprio per questa caratteristica vien chiamata “Cherry head”

Riconoscimento sesso: sono molti gli aspetti da poter tenere in considerazione. Innanzitutto i maschi sono più lunghi ed hanno un carapace meno bombato; inoltre, quest’ultimo, visto dall’alto presenta un restringimento a mo’ di 8, assente nelle femmine. Il piastrone invece, risulta molto concavo nei maschi e piatto nelle femmine. La coda poi, è corta e conica nelle femmine mentre è grossa e lunga nei maschi, che hanno anche un’apertura cloacale posta al di fuori dei limiti del carapace. Ulteriori differenze si evidenziano negli scuti anali poichè nei maschi questi formano un angolo ottuso mentre nelle femmine formano una “U”. Infine, lo spazio tra il piastrone ed il carapace nella parte posteriore è quasi il doppio nelle femmine

Maturità sessuale: dopo i 20 cm di lunghezza, che di solito vengono raggiunti al quinto anno di età

Allevamento in cattività in casa: è possibile in un terrario di dimensioni adeguate, in cui bisogna avere una zona calda con una temperatura costante sui 35/40°C (ottenuta grazie ad una lampada spot) ed una zona fresca con una temperatura sui 23/25°C, mentre di notte la temperatura può scendere anche intorno ai 20°C. Non deve mancare un neon/lampada uvb, utile alla sintetizzazione della vit. D3,  acceso per almeno 8 ore al giorno. L’ambiente non deve essere secco ma anzi, l’umidità deve essere superiore al 70% e ciò si può ottenere posizionando una vaschetta d’acqua nei pressi della zona calda ed utilizzando come substrato un mix di terriccio e torba o fibra di cocco. Un contenitore con l’acqua va inserito anche per permettere alla tartaruga di bere ed immergersi. Importante poi, avere il terrario piantumato, in modo da aiutare a tenere l’umidità alta e fornire anche un riparo dalla troppa eventuale illuminazione. Infine, la zona fresca deve essere preferita come zona dove fornire l’alimentazione

Allevamento in cattività all’esterno: è possibile durante l’estate e nelle giornate ricche di sole. Il recinto deve essere molto spazioso (per es. 20 mq per un gruppo di adulti: 3F ed 1M) e soprattutto molto resistente; è opportuno inserire una rete metallica sotterranea lungo i quattro lati del recinto, per evitare fughe. E’ consigliato poi, piantare sia erbe di campo che piante da siepi (Photonia, Cipresso di Leyland, Rosmarino prostrato, ecc) e cespugli che fungano da zone d’ombra. Non deve inoltre mai mancare un grosso ma basso contenitore con acqua pulita per bere ma anche per immergersi

Alimentazione: è una specie onnivora a cui, a differenza di altre tartarughe, si può fornire regolarmente frutta matura, di cui è ghiotta. In natura l’alimentazione varia a seconda della stagione: principalmente frutta in quella delle piogge e fiori ed erbe spontanee in quella secca. In cattività si può basare l’alimentazione su proteine vegetali, come erbe di campo infestanti (tarassaco, trifoglio, stellaria media) e verdure (indivia, cicoria, radicchio), e frutta matura (albicocche, anguria, cocomeri, fichi d’India, fragole, mele, pere, pesche, prugne nere). Non bisogna far mancare poi, l’apporto di proteine animali (anellidi come lombrichi, insetti come grilli, molluschi come chiocciole). Di tanto in tanto, è possibile fornire anche carote, finocchi, funghi e melanzane. E’ sconsigliato invece, somministrare agrumi, banane, legumi e pomodori. Infine, è curioso notare che in natura ingeriscono volontariamente sabbia, molto probabilmente al fine di migliorare la digestione dei vegetali

Letargoessendo una specie prettamente sud-americana non effettua letargo

Legislazione: è inserita nell’Appendice II del CITES e nell’Allegato B del Regolamente CE

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La foto articolo è di Tracy Mollica ©

 

 

 

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