4 aprile 2020 - Federico Lo Presti

Manouria emys: Scheda Riassuntiva

In questa pagina troverete la scheda d’allevamento riassuntiva che riguarda le tartarughe appartenenti alla specie Manouria emys. La scheda indica sommariamente le informazioni sull’alimentazione, la riproduzione, le caratteristiche fisiche e comportamentali ed altri aspetti per allevare al meglio questa specie.

 

Specie
Manouria emys

Sottospecie
emys e phayrei

Stati di provenienza
è principalmente diffusa nel sud-est asiatico, più precisamente dallo stato indiano di Assam fino in Malesia.
E’ dunque presente anche in Thailandia ed in Myanmar, con piccole popolazioni accertate in Bangladesh, in Laos, nella Cina meridionale ed in Vietman; inoltre la sua presenza è appurata sulle isole di Sumatra e del Borneo

Luoghi di origine
foreste temperate e umide, interessate da piogge monsoniche.
Questa specie preferisce luoghi molto freschi e può addirittura interrarsi in terreni umidi nelle ore più calde della giornata. Gli esemplari giovani non si allontano mai troppo dalle fonti d’acqua

Lunghezza massima
è la più grande tartaruga terrestre asiatica, superata nel mondo soltanto dalla Chelonoidis niger, dalla Aldabrachelys gigantea e dalla Centrochelys sulcata.
La sottospecie M.e.emys resta più piccola e raramente raggiunge i 50 cm mentre la M.e.phayrei può superare anche i 60 cm

Colorazione carapace
nella sottospecie M.e.phayrei il carapace varia dal grigio scuro al verde oliva fino al nero, mentre nell’altra sottospecie presenta variazioni cromatiche nella scala del marrone.
Gli hatchlings presentano una colorazione più chiara, che si scurisce con l’avanzare dell’età

Colorazione piastrone
segue la colorazione del carapace.
E’ utile comunque sottolineare che c’è una netta differenza tra le due sottospecie, in quanto la seconda coppia di scuti pettorali nella M.e.phayrei si incontra nella parte mediana del piastrone mentre nella M.e.emys le due placche non sono fuse e lo spazio che si crea fra di esse è nettamente più scuro

Colorazione testa ed arti
così come il piastrone, anche la testa e gli arti hanno una colorazione pari o simile a quella del carapace e l’aspetto di questa specie appare essere così come quello delle ancestrali.
Sulle zampe sono presenti squame ruvide e grosse, utili sia per avanzare nel mezzo delle foreste pluviali tropicali e sia per difendere il nido dai predatori. Su quelle posteriori le squame sono molto evidenti, al tal punto che la specie è conosciuta anche come la “tartaruga a sei zampe” (o a “sei gambe”)

Riconoscimento sesso
non è molto evidente ed è ancora più difficile prima dei 5/6 anni d’età.
Il maschio ha coda lunga e grossa alla base, con piastrone leggermente concavo; la femmina invece ha coda tozza e scuti anali che formano un’angolatura maggiore rispetto a quella nei maschi

Maturità sessuale
il dato in natura non è noto, ma sicuramente è una delle specie in cui la maturità sessuale arriva tardi.
In cattività, a seconda della sottospecie, si riscontra intorno ai 15 anni ma ci sono stati anche casi di esemplari precoci

Allevamento in cattività in casa
sia per le dimensioni che raggiunge e sia per il particolare ambiente in cui vive, difficile da riprodurre, è sconsigliato l’allevamento ai neofiti.
Un terrario di partenza dovrebbe essere circa di mezzo metro quadrato (100x50cm), con pareti alte per evitare l’evasione, dato che questa specie è un’ottima scalatrice.
Il substrato deve essere composto da terra, foglie secche e cortecce, posizionato in modo da creare insieme ai tronchi, svariati nascondigli. Poichè è difficile tener pulito un simile substrato in un ambiente umido, è possibile aggiungere nel substrato degli onischi, che mangiano i rifiuti nel terreno e lo smuovono evitando la formazione dei batteri.
In natura frequentano ambienti con un’umidità dal 60% al 100%, quindi in cattività bisogna garantire una percentuale al 75/90% e ciò è più facile farlo se il terrario è piantumato.
Dato che le M. emys vivono quasi costantemente all’ombra sotto la fitta vegetazione, l’esposizione luminosa deve essere bassa; dunque, si può dedicare un angolo a zona calda in cui puntare una spot per avere una temp. di max 30°C  e irradiandola con una uvb appesa ad una distanza maggiore rispetto a quella che si usa per le altre specie.
La temp. nel resto del terrario deve essere sempre superiore ai 21/22°C, con una escursione notturna di max 5°C, ma con esemplari baby è preferibile che essa non scenda al di sotto dei 18°C.
Importante poi, è la presenza di una ciotola con acqua pulita poco profonda, utile per il rinfresco degli esemplari.
Infine, bisogna evitare terrari con lati in vetro o al massimo essi vanno coperti con sfondi, ciò perchè questa specie ha l’istinto esploratore e cercherà di andare sempre oltre quel vetro

Allevamento in cattività all’esterno
poichè non effettuano letargo, in Italia è possibile tenerle all’esterno solo nei mesi caldi, facendo comunque attenzione alle condizioni su descritte; non vanno infatti spostate in recinti senza alcun riparo dal sole.
Devono dunque essere presenti diversi punti d’ombra, utili alla regolazione della temperatura corporea. A tal proposito, è consigliato creare il recinto intorno ad alberi da frutto, che forniranno così anche un’aggiunta alla dieta, ed aggiungere in esso cumuli di paglia

Alimentazione
in natura si nutrono prevalentemente di erbe e vegetali e quando possono di funghi, non discriminano la frutta e di tanto in tanto mangiano altri animali, come piccoli invertebrati, anfibi e piccoli roditori.
In cattività l’alimentazione deve essere principalmente di origine vegetale: cicoria, indivia, tarassaco, hibiscus (fiori e foglie), foglie di bamboo ed erbe di campo varie.
Di tanto in tanto può essere fornita frutta di stagione come il melone, la mela e la banana, ricordandosi però di non esagerare in quanto la frutta coltivata a scopo commerciale contiene una percentuale di zucchero maggiore.
Non tutti gli allevatori forniscono cibo di origine animale ma, soprattutto per la sottospecie M.e.phayrei, in natura rappresenta il 15/20% dell’alimentazione, quindi in cattività è possibile fornire occasionalmente tarme della farina, lombrichi, lumache o cuore di pollo.
Non deve mai mancare un osso di seppia o in alternativa bisogna fornire cibo spolverato con polvere di calcio una volta a settimana

Letargo
non effettua letargo

Legislazione
è inserita nell’Appendice II del CITES  e nell’Allegato B del Regolamente CE

Galleria foto

 

La foto articolo è di Chris Leone ©

 

 

 

 

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