Con l’arrivo della stagione riproduttiva delle tartarughe marine, le autorità egiziane hanno annunciato l’avvio delle attività di monitoraggio nelle principali aree di nidificazione del Mar Rosso. Tra maggio e settembre centinaia di esemplari raggiungeranno infatti le spiagge delle isole egiziane per deporre le uova.
Al centro dell’attenzione ci sono soprattutto due isole considerate fondamentali per la conservazione delle tartarughe marine nella regione: Zabargad e Giftun.
Zabargad e le tartarughe verdi
L’isola di Zabargad, nel sud del Mar Rosso egiziano, rappresenta uno dei più importanti siti di nidificazione regionali per la tartaruga verde Chelonia mydas. Secondo diversi studi scientifici, qui si concentra una delle principali colonie riproduttive dell’intero Mar Rosso, con circa 200 femmine nidificanti per stagione.
Le femmine raggiungono le spiagge durante la notte per scavare il nido e deporre le uova nella sabbia, in un ciclo che si ripete da milioni di anni. Dopo circa due mesi di incubazione, i piccoli emergeranno dal nido dirigendosi verso il mare.
Negli ultimi anni Zabargad è diventata anche un importante centro di ricerca scientifica. Studi di telemetria satellitare hanno mostrato come le tartarughe che nidificano su quest’isola possano successivamente spostarsi per centinaia di chilometri nel Mar Rosso, collegando diversi Paesi dell’area.
Giftun e la nidificazione delle embricate
Le isole Giftun, nei pressi di Hurghada, rappresentano invece uno dei principali siti egiziani per la nidificazione della tartaruga embricata Eretmochelys imbricata, specie classificata come Critically Endangered dalla IUCN.
A differenza delle tartarughe verdi, le embricate sono strettamente legate agli ecosistemi corallini e si alimentano prevalentemente di spugne marine. Proprio per questo la salute delle barriere coralline del Mar Rosso risulta fondamentale per la sopravvivenza della specie.
Giftun rientra inoltre in una delle aree marine protette più conosciute dell’Egitto, frequentata ogni anno da migliaia di turisti e subacquei.
Il Mar Rosso tra conservazione e pressioni antropiche
Il Mar Rosso ospita cinque delle sette specie di tartarughe marine esistenti al mondo, ma le più comuni nelle acque egiziane restano proprio Chelonia mydas ed Eretmochelys imbricata. Negli ultimi decenni queste popolazioni hanno dovuto affrontare pressioni crescenti legate a sviluppo turistico, disturbo delle spiagge, inquinamento, catture accidentali e degrado degli habitat costieri.
Per questo motivo durante la stagione di nidificazione le autorità ambientali egiziane intensificano il monitoraggio delle spiagge più sensibili, controllando nidi, tracce di risalita e attività delle femmine.
Una stagione importante anche per il Mediterraneo allargato
L’avvio della stagione nel Mar Rosso arriva mentre in tutto il Mediterraneo orientale continuano ad aumentare le segnalazioni dei primi nidi del 2026, dalla Turchia alla Grecia fino a Tunisia e Cipro.
Pur appartenendo a bacini differenti, Mar Rosso e Mediterraneo risultano strettamente collegati dal punto di vista ecologico per molte specie marine. E proprio le tartarughe marine continuano a rappresentare uno degli indicatori più importanti dello stato di salute degli ecosistemi costieri tra Africa, Medio Oriente ed Europa.




