La stagione riproduttiva delle tartarughe marine entra ufficialmente nel vivo anche in Calabria. Nella notte una femmina di Caretta caretta ha raggiunto le spiagge di Brancaleone (RC), lungo la celebre Costa dei Gelsomini, deponendo quello che rappresenta il primo nido documentato della regione per il 2026.
L’annuncio è arrivato dall’associazione Caretta Calabria Conservation, impegnata da anni nel monitoraggio e nella tutela dei siti di nidificazione lungo il litorale ionico calabrese. Le immagini diffuse sui social mostrano chiaramente la traccia lasciata dalla femmina durante la risalita sulla spiaggia e il punto in cui è stato individuato il nido.
Nella stessa area è visibile anche una seconda traccia riconducibile a una cosiddetta false crawl o “visit”, ovvero un tentativo di nidificazione non concluso con la deposizione delle uova. Si tratta di un comportamento tutt’altro che raro: le femmine possono infatti esplorare più punti della spiaggia prima di individuare condizioni ritenute idonee per scavare il nido.
La Costa dei Gelsomini, una delle capitali italiane della nidificazione
Negli ultimi anni la Costa dei Gelsomini si è affermata come una delle aree più importanti d’Italia per la riproduzione della Caretta caretta.
Questo lungo tratto di litorale ionico della Calabria meridionale, compreso tra numerosi comuni della provincia di Reggio Calabria, ospita ormai ogni estate decine di deposizioni, superando le cento unità, e rappresenta uno dei principali hotspot di nidificazione del Mediterraneo centrale.
Se fino a pochi decenni fa le nidificazioni italiane erano considerate fenomeni sporadici e concentrate soprattutto nelle regioni più vicine ai tradizionali siti riproduttivi mediterranei, oggi la Calabria è diventata una delle realtà più attive nel monitoraggio della specie.
Il lavoro di Caretta Calabria Conservation
Gran parte di questo risultato è legato all’attività di Caretta Calabria Conservation, associazione che da anni coordina monitoraggi, attività di ricerca, interventi di protezione dei nidi e programmi di sensibilizzazione rivolti a cittadini e turisti.
Il loro lavoro ha permesso non solo di documentare un numero crescente di deposizioni, ma anche di sviluppare un sistema di monitoraggio sempre più efficace, capace di individuare rapidamente nuovi nidi e garantirne la tempestiva messa in sicurezza, aumentando significativamente le probabilità di successo delle schiuse.
L’esperienza maturata sul territorio ha reso la Costa dei Gelsomini uno dei modelli italiani più consolidati per la tutela delle tartarughe marine nidificanti.
Una stagione che parte con grandi aspettative
L’individuazione del primo nido arriva in un anno che si preannuncia particolarmente interessante per il Mediterraneo. Nelle ultime settimane le nidificazioni hanno già preso il via in numerose aree del bacino orientale, mentre lungo le coste italiane iniziano ad arrivare le prime deposizioni della stagione.
Come ogni anno, i primissimi nidi rappresentano molto più di semplici segnalazioni e dati. È il segnale concreto del ritorno delle femmine sui litorali che frequentano da generazioni e l’inizio di mesi di monitoraggio che accompagneranno ricercatori e volontari fino alla fine dell’estate.
Per la Costa dei Gelsomini, ormai riconosciuta come uno dei territori simbolo della nidificazione italiana della Caretta caretta, il 2026 è ufficialmente cominciato.




