• 👥 Chi siamo
  • ✉️ Contatti
  • ⭐ Tartapedia Experience
DONA ORA
Tartapedia
  • Home
  • Attualità
    • News
    • News dal mondo
    • Pubblicazioni scientifiche
  • Allevamento
    • Alimentazione delle tartarughe
    • Principali patologie
    • Schede di allevamento
  • Adozioni
  • Veterinari
  • Fiere
  • Sostienici
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • News
    • News dal mondo
    • Pubblicazioni scientifiche
  • Allevamento
    • Alimentazione delle tartarughe
    • Principali patologie
    • Schede di allevamento
  • Adozioni
  • Veterinari
  • Fiere
  • Sostienici
No Result
View All Result
Tartapedia
No Result
View All Result
Home News

Quando il Salento era un mare tropicale: torna “a nuotare” una gigantesca tartaruga del Miocene

Arturo Inturri by Arturo Inturri
1 Giugno 2026
in News
Quando il Salento era un mare tropicale: torna “a nuotare” una gigantesca tartaruga del Miocene
Share on FacebookShare on Twitter

Ventitré milioni di anni fa il Salento non era fatto di spiagge, uliveti e scogliere affacciate sul Mediterraneo. Gran parte del territorio si trovava sotto un mare subtropicale ricco di vita marina, attraversato da grandi tartarughe che oggi esistono soltanto nei fossili.

È proprio da questo passato remoto che riemerge Psephophorus polygonus, una gigantesca tartaruga marina vissuta nel Miocene e recentemente protagonista di una nuova installazione al MAUS, il Museo dell’Ambiente dell’Università del Salento. In occasione della mostra dedicata ai cambiamenti del Mediterraneo è stato infatti svelato un modello a grandezza naturale dell’animale, realizzato integrando anche autentici reperti fossili rinvenuti nel territorio salentino.

Una parente preistorica della tartaruga liuto

Psephophorus polygonus apparteneva a un gruppo di tartarughe marine strettamente imparentate con l’attuale Dermochelys coriacea, la più grande tartaruga marina vivente.

A differenza delle comuni tartarughe marine moderne, il suo carapace non era formato da grandi scuti cornei, ma da centinaia di piccoli ossicoli ossei immersi nella pelle e organizzati in una struttura flessibile attraversata da evidenti creste longitudinali.

Si ritiene che avesse uno stile di vita simile a quello della tartaruga liuto moderna, nutrendosi probabilmente di organismi gelatinosi come meduse e altri componenti del plancton.

Un Mediterraneo molto diverso da quello attuale

Quando questa tartaruga nuotava nelle acque del Miocene, il Mediterraneo aveva caratteristiche molto differenti.

Il clima globale era più caldo rispetto a quello odierno e l’area del Salento corrispondeva a un ambiente marino subtropicale ricco di biodiversità. I sedimenti che oggi formano parte della celebre Pietra Leccese si stavano accumulando proprio in quel mare antico, conservando fossili di organismi che permettono ai paleontologi di ricostruire l’evoluzione dell’intero bacino mediterraneo.

Molti dei fossili rinvenuti nel Salento raccontano infatti una lunga storia di cambiamenti climatici, trasformazioni geologiche e variazioni del livello del mare che hanno modellato il Mediterraneo ben prima della comparsa dell’uomo.

Perché questa scoperta è interessante oggi

L’aspetto più affascinante dell’installazione realizzata al MAUS è il collegamento tra passato e presente. I reperti fossili integrati nel modello permettono infatti di osservare direttamente parti originali del carapace di un animale vissuto milioni di anni fa.

Ma il messaggio scientifico va oltre la semplice ricostruzione paleontologica.

La mostra che accompagna l’esposizione è dedicata proprio alle trasformazioni che stanno interessando il Mediterraneo contemporaneo: aumento delle temperature marine, arrivo di specie non indigene e modificazioni degli ecosistemi costieri.

In questo senso Psephophorus polygonus diventa quasi un simbolo. Una testimonianza di come il mare sia sempre stato un ambiente dinamico e in continua evoluzione, ma anche un promemoria del fatto che alcune specie riescono ad adattarsi ai cambiamenti mentre altre finiscono per scomparire.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui una tartaruga vissuta oltre venti milioni di anni fa continua ancora oggi ad avere qualcosa da raccontare.

Tags: fossilemiocenePsephophorus polygonusPugliasalentotartarugatartaruga marinatartarughe

Ultimi articoli

Quando il Salento era un mare tropicale: torna “a nuotare” una gigantesca tartaruga del Miocene

Quando il Salento era un mare tropicale: torna “a nuotare” una gigantesca tartaruga del Miocene

1 Giugno 2026
Dopo Lampedusa, è la Calabria a partire: a Brancaleone il primo nido della penisola italiana

Dopo Lampedusa, è la Calabria a partire: a Brancaleone il primo nido della penisola italiana

31 Maggio 2026
Australia, scoperte rare tartarughe marine ibride: il fenomeno potrebbe cambiare gli equilibri evolutivi

Australia, scoperte rare tartarughe marine ibride: il fenomeno potrebbe cambiare gli equilibri evolutivi

29 Maggio 2026
Taiwan, fermata in aeroporto con 58 testuggini vive legate alle gambe: nuovo caso di traffico illegale

Taiwan, fermata in aeroporto con 58 testuggini vive legate alle gambe: nuovo caso di traffico illegale

27 Maggio 2026
Tartapedia

Tartapedia nasce nel 2011 da un’idea di Domenico Vitiello come semplice forum, prima di cambiare le sue vesti e diventare, ad oggi, a tutti gli effetti un portale di informazione e collaborazione reale ed attiva sul territorio italiano.

Link utili

  • FAQ
  • Centri di Recupero
  • Uffici CITES
  • Regole condivisione dati

Seguici sui social

  • 👥 Chi siamo
  • ✉️ Contatti
  • ⭐ Tartapedia Experience

Tartapedia © 2024 | Cookie Policy - Privacy Policy

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • News
    • News dal mondo
    • Pubblicazioni scientifiche
  • Allevamento
    • Alimentazione delle tartarughe
    • Principali patologie
    • Schede di allevamento
  • Adozioni
  • Veterinari
  • Fiere
  • Sostienici
  • DONA ORA

Tartapedia © 2024 | Cookie Policy - Privacy Policy