Le autorità ambientali egiziane stanno rafforzando le misure per regolamentare le attività turistiche nella baia di Marsa Mubarak, a sud di Port Ghalib, nei pressi di Marsa Alam, lungo la costa del Mar Rosso. Secondo quanto riportato ieri 21 ottobre dal quotidiano egiziano Al-Masry Al-Youm, il numero delle escursioni in barca avrebbe superato di circa il 300% la capacità di carico stimata per l’area, spingendo l’Amministrazione delle Riserve del Mar Rosso a intensificare gli interventi per organizzare il traffico nautico e le operazioni di ormeggio. Il sito è una meta molto frequentata da turisti, subacquei e appassionati di snorkeling, ma rappresenta anche un habitat di particolare valore naturalistico, frequentato da tartarughe verdi (Chelonia mydas) e dugonghi (Dugong dugon), oltre a ospitare praterie di fanerogame marine e barriere coralline.
La pressione delle imbarcazioni può compromettere questi habitat in diversi modi: l’ancoraggio in punti non idonei può danneggiare le praterie sommerse e i coralli, mentre il traffico ravvicinato e l’avvicinamento eccessivo agli animali possono disturbarne le attività di alimentazione. Le fanerogame marine sono particolarmente importanti per entrambe le specie: costituiscono una componente fondamentale della dieta delle tartarughe verdi e rappresentano la principale fonte alimentare dei dugonghi, mammiferi marini strettamente dipendenti dalla salute di questi ambienti costieri. Per ridurre i rischi, le indicazioni riportate dalla stampa egiziana comprendono una migliore distribuzione delle escursioni, la regolamentazione degli ormeggi, l’utilizzo delle boe predisposte anziché delle ancore sui fondali sensibili e il divieto di toccare, inseguire o disturbare gli animali.
La vicenda evidenzia una delle sfide centrali della conservazione marina: conciliare il turismo con la tutela degli ecosistemi da cui dipende la stessa attrattività della destinazione. L’inserimento di un’area in un regime di protezione, infatti, non è sufficiente se non viene accompagnato da regole applicate concretamente, controlli e collaborazione con centri d’immersione, strutture ricettive, operatori nautici e visitatori. A Marsa Mubarak, la gestione sostenibile dei flussi turistici sarà determinante per limitare la pressione sulle praterie marine e sulle barriere coralline, preservando l’habitat di specie vulnerabili come il dugongo e la tartaruga verde.




