Dopo oltre ventidue anni trascorsi sotto cure specialistiche, Molly, una tartaruga comune (Caretta caretta) recuperata sulle coste irlandesi, è tornata in mare. Il rilascio è avvenuto il 28 ottobre 2026, a circa 12 miglia nautiche dalla costa di Portimão, in Portogallo, con il supporto della Marina portoghese. La sua storia era iniziata nel 2004, quando l’animale, allora ancora giovane, era stato trovato sulla penisola di Maharees, nella contea irlandese di Kerry, con gravi lesioni alle pinne anteriori. Le ferite, probabilmente riconducibili all’impatto con un’elica o a un attacco di squalo, erano così estese da far ritenere improbabile una futura sopravvivenza in natura. Molly era stata quindi accolta al Dingle Oceanworld Aquarium, dove è rimasta per più di due decenni, diventando uno degli animali più conosciuti della struttura e guadagnandosi il soprannome di “Queen of the Shark Tank”, la regina della vasca degli squali.
La possibilità di restituirla all’ambiente naturale è maturata grazie ai progressi nelle conoscenze sulla riabilitazione delle tartarughe marine e a una nuova valutazione delle sue condizioni. Nonostante le gravi menomazioni, negli ultimi anni Molly ha sviluppato una notevole capacità natatoria, dimostrando di poter nuotare con forza e controllare i propri movimenti. Nell’aprile 2026 è stata trasferita in aereo al centro specializzato Porto d’Abrigo di Zoomarine, in Portogallo, dove ha affrontato ulteriori esami clinici e un percorso di preparazione durato circa sei mesi. I test hanno valutato le sue condizioni generali e la capacità di affrontare le esigenze della vita in mare, comprese l’individuazione del cibo naturale e l’esecuzione di immersioni. La decisione di procedere al rilascio si inserisce in un contesto scientifico sempre più favorevole alla riabilitazione di individui con amputazioni o gravi lesioni agli arti: uno studio pubblicato nel 2021, basato sul monitoraggio satellitare di 26 tartarughe marine riabilitate, ha rilevato che gli esemplari con pinne amputate mostravano movimenti simili a quelli degli individui senza amputazioni appartenenti alla stessa specie. Questo non garantisce il successo di ogni singolo rilascio, ma dimostra che una menomazione non comporta necessariamente l’impossibilità di tornare a vivere in natura.
Un ulteriore elemento di interesse riguarda la provenienza geografica di Molly. Le analisi genetiche condotte su campioni prelevati dall’animale hanno indicato una corrispondenza con le popolazioni del Golfo del Messico, suggerendo che la tartaruga fosse originaria di quell’area e che, da giovane, fosse stata trasportata dalle correnti atlantiche fino alle coste irlandesi. Ora un trasmettitore satellitare applicato prima del rilascio consentirà di seguirne gli spostamenti e raccogliere informazioni sulla sua capacità di adattamento, sulle rotte percorse e sulle aree frequentate. Gli esami radiografici avevano inoltre evidenziato la presenza di uova, rendendo particolarmente interessante la possibilità che Molly possa ancora contribuire alla riproduzione della specie. Si tratta di un’eventualità, non di un esito già acquisito: sarà il monitoraggio a chiarire se riuscirà a raggiungere aree di alimentazione o riproduzione e, eventualmente, a partecipare a una futura stagione di nidificazione. Dopo più di vent’anni di cure, il suo ritorno nell’oceano rappresenta così non soltanto un risultato per il gruppo di professionisti che l’ha seguita, ma anche un’importante occasione per approfondire le possibilità e i limiti della riabilitazione delle tartarughe marine con gravi lesioni permanenti.
Riferimenti e fonti per l’approfondimento
- Robinson et al. (2021) – Satellite tracking of rehabilitated sea turtles suggests a high rate of short-term survival following release — studio scientifico sul destino post-rilascio delle tartarughe marine riabilitate, comprese quelle con amputazioni.




