Sono iniziate le operazioni di manutenzione del laghetto di San Carlo, a Seregno, in provincia di Monza e Brianza. Il primo intervento ha riguardato la rimozione delle tartarughe presenti nello specchio d’acqua, con il recupero di 56 esemplari appartenenti a diverse specie. L’iniziativa risponde alla necessità di contenere le popolazioni di testuggini esotiche introdotte nell’ambiente, in particolare Trachemys scripta, specie aliena invasiva capace di competere con la fauna autoctona per le risorse alimentari e i siti di termoregolazione e nidificazione. Il problema non è nuovo per il laghetto: già nel febbraio 2022, durante un precedente intervento di manutenzione, erano stati rimossi circa venti esemplari di testuggine palustre americana. La ricomparsa di numerosi individui evidenzia quanto sia difficile risolvere il problema senza prevenire nuovi abbandoni e monitorare nel tempo l’area.
Il Comune ha indicato, in un commento al proprio comunicato, che gli animali saranno affidati a “La Casa di Tarta”, struttura autorizzata dalla Regione Emilia-Romagna per la detenzione di Trachemys scripta. La destinazione è coerente con la gestione delle testuggini americane: la specie è inserita nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale e la normativa ne vieta, tra le altre cose, il rilascio in natura e la riproduzione. I centri autorizzati sono attrezzati per impedirne la fuga e la riproduzione, garantendo al contempo il mantenimento degli animali. È però importante non estendere automaticamente questa destinazione a tutte le tartarughe recuperate: nelle fotografie diffuse dal Comune sembrerebbero essere presenti anche esemplari riconducibili a Emys orbicularis, la testuggine palustre europea, specie autoctona.
La distinzione è tutt’altro che secondaria. Emys orbicularis è una specie inserita negli Allegati II e IV della Direttiva Habitat e valutata “in pericolo” nella Lista Rossa dei Vertebrati Italiani. In Lombardia le sue popolazioni sono rare e frammentate, concentrate soprattutto nella bassa pianura e lungo i principali sistemi fluviali. La legge regionale 10/2008 vieta la cattura e la detenzione delle specie autoctone di anfibi e rettili incluse negli elenchi regionali di protezione, salvo specifiche deroghe e autorizzazioni; anche gli eventuali trasferimenti devono essere preventivamente autorizzati e condotti secondo criteri di conservazione. Per questo, qualora l’identificazione degli esemplari fotografati fosse confermata, sarà importante conoscere quale procedura verrà adottata per loro: non si tratta di animali da confinare in una struttura destinata alle specie invasive, ma di individui appartenenti alla fauna locale, la cui gestione deve essere orientata alla tutela della specie e delle popolazioni presenti sul territorio. Al momento, il Comune non ha ancora fornito indicazioni pubbliche specifiche sul loro destino.




