A distanza di tre giorni, due femmine di Lepidochelys olivacea hanno deposto le loro uova tra Seal Beach e Huntington Beach. È il primo caso documentato di nidificazione naturale di una tartaruga marina sulla West Coast statunitense.
La prima traccia sulla sabbia
Il 16 settembre, a Seal Beach, in California, una segnalazione aveva fatto pensare inizialmente a una tartaruga marina in difficoltà. Quando i bagnini sono arrivati sul posto, però, si sono trovati davanti a una scena molto diversa: una femmina di tartaruga olivacea (Lepidochelys olivacea) stava scavando nella sabbia.
La tartaruga ha completato la deposizione e ha fatto ritorno in mare, lasciando dietro di sé un nido che sarebbe diventato il primo mai documentato per una tartaruga marina sulla costa occidentale degli Stati Uniti.
L’area è stata immediatamente delimitata e, una volta informati, NOAA Fisheries e U.S. Fish and Wildlife Service hanno avviato le procedure di protezione e monitoraggio.
Ma la vera sorpresa sarebbe arrivata tre giorni dopo.
Poi ne arriva un’altra
Il 19 settembre, a pochi chilometri di distanza, nei pressi dell’Huntington Beach Pier, un’altra tartaruga olivacea è stata osservata mentre raggiungeva la spiaggia e scavava un secondo nido.
Per alcuni giorni è rimasta aperta una possibilità affascinante: che fosse la stessa femmina ad aver deposto una seconda volta, dopo essersi spostata lungo la costa.
Le analisi successive delle immagini hanno però permesso agli esperti di distinguere i due animali attraverso caratteristiche del carapace e dei cirripedi presenti sul corpo. Si trattava di due femmine differenti.
Non è quindi una singola tartaruga ad aver compiuto due volte un viaggio insolito verso nord: sono due individui che, nello stesso breve intervallo di tempo, hanno scelto una costa sulla quale nessuna tartaruga marina aveva mai deposto, per quanto documentato.
Un confine geografico che si sposta
L’olivacea è una specie ampiamente distribuita nelle acque tropicali e subtropicali di Pacifico, Atlantico e Oceano Indiano. Nel Pacifico orientale, le principali aree riproduttive si trovano molto più a sud: grandi popolazioni nidificano in Messico, Nicaragua, Costa Rica e Panama, mentre la costa pacifica della Baja California rappresenta il limite settentrionale conosciuto delle principali aree di nidificazione.
Prima di questo settembre, infatti, la nidificazione più settentrionale conosciuta si trovava nella Baja California Sur, in Messico. La California meridionale poteva essere frequentata occasionalmente dalle olivacee, soprattutto quando le condizioni oceanografiche erano favorevoli, ma non era mai stata documentata una deposizione sulla costa.
È proprio questo a rendere il doppio ritrovamento particolarmente interessante: non si tratta semplicemente della presenza occasionale di una specie fuori dal suo areale riproduttivo noto, ma di due femmine che hanno completato la deposizione delle uova.
Perché proprio adesso?
La risposta, al momento, non esiste.
Gli esperti stanno valutando diverse possibilità, senza attribuire l’evento a una singola causa. Tra le ipotesi ci sono le temperature insolitamente elevate delle acque californiane, le condizioni associate all’attuale episodio di El Niño, l’azione di recenti sistemi atmosferici e una possibile espansione naturale dell’area utilizzata per la nidificazione.
L’Aquarium of the Pacific sottolinea inoltre un elemento biologico importante: l’olivacea è una specie particolarmente flessibile nelle proprie strategie ecologiche. Può alternare la nidificazione solitaria alle spettacolari arribadas, durante le quali migliaia di femmine raggiungono contemporaneamente la stessa spiaggia. Le femmine possono inoltre deporre più volte nella stessa stagione.
Per questo motivo, secondo gli esperti, due sole nidificazioni non sono sufficienti per parlare di un nuovo areale riproduttivo. Potrebbero rappresentare un’anomalia occasionale, un’esplorazione di nuovi siti oppure il primo segnale di un cambiamento che sarà possibile comprendere soltanto osservando ciò che accadrà negli anni successivi.
Due nidi, due esperimenti naturali
C’è poi un aspetto che rende questi nidi particolarmente interessanti anche dal punto di vista scientifico.
Le uova resteranno nella sabbia californiana per un periodo generalmente compreso tra 45 e 60 giorni. Durante questo tempo non si svilupperà soltanto un embrione: la temperatura del nido influenzerà anche il sesso dei futuri piccoli. Come nelle altre tartarughe marine con determinazione sessuale temperatura-dipendente, temperature più elevate producono una maggiore proporzione di femmine.
Ed è proprio qui che la California diventa un laboratorio naturale inatteso.
Se queste due deposizioni dovessero essere seguite da altre nidificazioni, i dati raccolti potrebbero aiutare a capire come una specie tropicale risponde quando incontra condizioni ambientali nuove rispetto ai suoi tradizionali siti riproduttivi. Non soltanto dove depone, quindi, ma anche se quelle nuove spiagge permettono alle uova di svilupparsi con successo.
Il primo nido è già sotto osservazione
Entrambi i siti sono stati recintati e dotati di cartelli per impedire che il passaggio delle persone interferisca con l’incubazione. Le autorità e i partner coinvolti continueranno a monitorare le aree fino alla possibile schiusa.
Il numero di uova non è stato ancora determinato con precisione, anche se le stime diffuse localmente parlano di circa 50–100 uova per nido, in linea con le dimensioni delle deposizioni normalmente osservate nella specie. NOAA indica infatti una media di circa 100 uova per deposizione.
Ma proteggere questi due nidi significa anche aspettare. Non è previsto, al momento, un intervento per accelerare o modificare artificialmente il processo: l’obiettivo è permettere alle uova di completare naturalmente il loro sviluppo, limitando per quanto possibile le interferenze esterne.
E gli ostacoli non mancheranno. Predatori, mareggiate, attività umane e condizioni termiche possono influenzare il destino delle uova e dei piccoli. La fase iniziale della vita delle tartarughe marine rimane infatti estremamente selettiva.
Una scoperta che apre una domanda
La vera notizia, forse, non è soltanto che una tartaruga olivacea abbia deposto in California.
È che, nel giro di appena tre giorni, due femmine diverse hanno fatto la stessa scelta.
Oggi nessuno può sapere se questi nidi rappresentino una parentesi irripetibile oppure l’inizio di qualcosa di più duraturo. L’Aquarium of the Pacific invita già a prestare attenzione a eventuali nuove tracce sulla sabbia e a segnalare immediatamente altri avvistamenti: potrebbero esserci altre tartarughe che hanno già raggiunto la costa senza essere state osservate.
Per ora, quindi, la California non ha ancora una nuova popolazione nidificante di Lepidochelys olivacea. Ha però due nidi, due femmine e una domanda alla quale soltanto il tempo potrà rispondere: sono arrivate per caso, oppure stiamo assistendo alle prime tracce di un cambiamento?
E forse sarà proprio la sabbia di queste due spiagge, tra qualche settimana, a fornire il primo indizio.




