L’estate 2025 continua a segnare traguardi straordinari per la tartaruga marina Caretta caretta, con due record simbolici e profondamente diversi tra loro. Castel Volturno (CE), in Campania, ha superato ogni risultato mai raggiunto nel proprio territorio comunale, mentre la Liguria ha appena stabilito il nuovo primato regionale, confermando un cambiamento epocale nella geografia della riproduzione di questa specie.
Castel Volturno, nuovo primato: 30 nidi in una sola stagione
Con l’ufficializzazione del 30º nido registrato ieri nel solo comune di Castel Volturno, la cittadina del litorale domitio stabilisce il suo record storico di nidificazioni. Il traguardo raggiunto supera nettamente il precedente primato comunale di 17 nidi nel 2024, e rappresenta anche un risultato superiore al massimo storico dell’intero litorale domitio (28 nidi), che però era stato distribuito su più comuni costieri (da Pozzuoli a Cellole).
Non si tratta del record italiano assoluto — detenuto da Ugento, in Puglia, con 48 nidi nel 2024 — ma resta una pietra miliare per un comune che, fino a qualche anno fa, era sinonimo di degrado ambientale, sociale e scarsa tutela degli ecosistemi.
Oggi, Castel Volturno è simbolo di trasformazione e resilienza, grazie anche all’impegno delle associazioni “Domizia” ed “Elsa”, protagoniste attive del progetto “CARETTAinVISTA” della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Monitoraggi quotidiani, sensibilizzazione della popolazione e collaborazione tra enti pubblici, Guardia Costiera e volontari stanno riscrivendo il futuro di questa fascia costiera.
Liguria da record: 6 nidi nel 2025, mai così tanti nella storia della regione
Il secondo record arriva dalla Liguria, una regione che fino a pochissimi anni fa non figurava affatto sulla mappa delle nidificazioni della Caretta caretta. E invece, giovedì 10 luglio 2025, il ritrovamento di un nido sulla spiaggia di Imperia ha portato a sei il numero totale di nidi scoperti quest’anno, superando il precedente primato di cinque nel 2024.
Un dato sorprendente se si considera che la Liguria si affaccia su un tratto settentrionale del Mediterraneo considerato per decenni troppo freddo per la riproduzione di questa specie.
Questo straordinario risultato è il frutto di una sinergia efficace e strutturata, che ruota attorno al GLIT – Gruppo Ligure Tartarughe, composto da Acquario di Genova, ARPAL, Università di Genova e Istituto Zooprofilattico Sperimentale, affiancati da volontari, associazioni come “Delfini del Ponente” e “Menkab: il respiro del mare”, e cittadini attenti. Un lavoro di squadra che sta trasformando un fenomeno eccezionale in una realtà sempre più frequente.
Una nuova geografia della nidificazione
I due record non raccontano solo numeri: raccontano trasformazioni climatiche, sociali e culturali. Se in Campania la nidificazione è diventata simbolo di rinascita ambientale, in Liguria rappresenta un segnale chiaro del cambiamento del nostro mare e delle esigenze delle tartarughe marine.
In entrambi i casi, le Caretta caretta ci lanciano un messaggio inequivocabile: stanno cambiando le loro rotte, e scelgono sempre più spesso le nostre coste per dare vita alla prossima generazione.
Sta a noi essere all’altezza di questa fiducia, con monitoraggi attenti, rispetto per l’ambiente e la capacità di costruire reti solide tra enti scientifici, volontariato e cittadini. Perché proteggere le tartarughe significa proteggere il nostro futuro marino.