Un’operazione delle autorità forestali indiane ha portato al recupero di 210 esemplari di Lissemys punctata nel distretto di Malkangiri, nello stato orientale di Odisha, sventando un importante episodio di traffico illegale di fauna selvatica.
Il sequestro è avvenuto durante un’operazione di controllo condotta dal Dipartimento Forestale di Odisha all’interno di un’area boscosa nei pressi del villaggio di MV-62, una zona rurale situata non lontano dal confine con lo stato di Andhra Pradesh. Gli agenti, intervenuti dopo aver ricevuto informazioni su possibili attività di bracconaggio, hanno intercettato un SUV sospetto all’interno della foresta.
Quando i trafficanti si sono accorti dell’arrivo delle guardie forestali, il conducente e gli altri complici hanno abbandonato il veicolo e sono fuggiti, riuscendo a dileguarsi prima di essere arrestati. Durante l’ispezione del mezzo, gli agenti hanno scoperto dieci sacchi di juta contenenti le tartarughe vive, stipate e pronte per il trasporto clandestino.
Secondo le prime ricostruzioni, gli animali stavano probabilmente viaggiando dallo stato di Andhra Pradesh verso il distretto di Malkangiri, una rotta che in passato è già stata associata a traffici illegali di fauna selvatica. Il valore complessivo degli animali sequestrati è stato stimato in circa 400.000 rupie (circa 3.800 euro) sul mercato nero.
Le tartarughe sono state poste sotto custodia delle autorità forestali, mentre è stato aperto un procedimento ai sensi del Wildlife Protection Act indiano, la principale normativa nazionale contro il bracconaggio e il commercio illegale di fauna.
Una specie molto sfruttata nel traffico di fauna selvatica
La specie coinvolta nel sequestro, la Lissemys punctata, è una tartaruga d’acqua dolce diffusa in gran parte del subcontinente indiano, in particolare in India, Bangladesh, Nepal, Sri Lanka e Pakistan.
Si tratta di una specie adattabile che vive in stagni, paludi, risaie e corsi d’acqua lenti, dove svolge un ruolo ecologico importante come onnivora opportunista. Nonostante la sua ampia distribuzione, questa tartaruga è frequentemente oggetto di raccolta illegale e commercio clandestino, soprattutto per il mercato alimentare e per alcune pratiche di medicina tradizionale.
Il traffico di tartarughe d’acqua dolce rappresenta infatti uno dei segmenti più intensi del commercio illegale di fauna in Asia meridionale, dove milioni di esemplari vengono catturati ogni anno per essere venduti nei mercati locali o esportati clandestinamente verso altri paesi asiatici.
Indagini in corso
Dopo il sequestro, il veicolo utilizzato per il trasporto illegale è stato confiscato e le autorità hanno avviato indagini per identificare i membri della rete di traffico responsabile dell’operazione.
Le guardie forestali stanno cercando di risalire sia ai bracconieri fuggiti durante il controllo sia ai possibili intermediari coinvolti nella catena commerciale. Nel frattempo, gli esemplari recuperati verranno gestiti secondo le procedure previste dalla legislazione indiana, che possono includere controlli sanitari e successivo rilascio in habitat idonei.
Il caso rappresenta l’ennesimo esempio di come il traffico illegale di rettili continui a rappresentare una delle principali minacce per molte specie di tartarughe asiatiche, spesso catturate in grandi quantità direttamente negli ambienti naturali.




