25 giugno 2020 - novenoved

Ancora tante tartarughe recuperate ferite nelle acque italiane

Nelle ultime 48 ore sono stati otto i nidi di Caretta caretta individuati sulle spiagge del sud Italia. Purtroppo però, a queste emozionanti notizie, si vanno ad aggiungere quelle meno positive che riguardano i diversi recuperi di esemplari feriti.

La notte tra il 23 ed il 24 giugno, una giovane tartaruga marina è stata recuperata nel porticciolo di Villa San Giovanni (RC) in condizioni gravissime. E’ stata chiamata Fujiko, dal nome della barca a vela della famiglia che l’ha soccorsa e l’ha consegnata allo staff del Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone (RC).

Al CRTM di Manfredonia (FG) invece, tra ieri ed oggi sono stati tre gli esemplari vittime di bycatch, cioè finiti per sbaglio nelle reti dei pescatori che le hanno consegnate al Centro. Dalla cittadina della provincia foggiana arriva comunque anche una bella notizia; stamani infatti, quattro Caretta caretta sono state rimesse in mare dopo aver concluso il loro ciclo di cure.

Così come avviene in Puglia, anche nelle acque al largo di Lampedusa i pescatori collaborano con il Centro di Recupero e ieri sono state addirittura cinque le tartarughe consegnate allo staff per essere visitate. La più grande, una femmina di oltre 72 kg, ha ripreso il mare già ieri sera poichè in ottima salute mentre le altre quattro restano sotto osservazione.

Purtroppo non sempre si riesce ad intervenire per salvare questi animali e capita sempre più spesso che le onde portino carcasse sugli arenili. Nel weekend scorso, sul solo litorale della provincia di Barletta-Andria-Trani, cinque Caretta caretta sono spiaggiate senza vita. «Peggo di così…» è stato il commento di Pasquale Salvemini, responsabile del Centro Recupero Tartarughe Marine del WWF Molfetta.