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Emydura subglobosa: Scheda Riassuntiva

Inserito da il 24 febbraio 2018 – 13:46   
Emydura subglobosa: Scheda Riassuntiva

In questa pagina troverete la scheda d’allevamento riassuntiva che riguarda le tartarughe appartenenti alla specie Emydura subglobosa. La scheda indica sommariamente le informazioni sull’alimentazione, la riproduzione, le caratteristiche fisiche e comportamentali ed altri aspetti per allevare al meglio questa specie.

 

SpecieEmydura subglobosa

Sottospecie: subglobosa e worrelli

Stati di provenienza: è presente sull’isola composta dalla Nuova Guinea Occidentale (fino al 2007 Irian Jaya Barat) e dalla Papua Nuova Guinea. Inoltre è presente in Australia nel fiume McArthur (nello stato del Northern Territory) e nel fiume Jardine nella punta nord della penisola di Capo York (nello stato del Queensland)

Luoghi di origine: fiumi, paludi e stagni ma preferisce acque basse e paludose. Durante i mesi caldi in cui c’è scarsità d’acqua, si sposta in zone allagate o in fosse acquitrinose temporanee

Lunghezza massima: le femmine possono arrivano anche ai 25 cm, mentre i maschi difficilmente arrivano ai 20cm

Colorazione carapace: dal grigio antracite al marrone, con il bordo esterno caratterizzato da una leggera colorazione arancione che riprende i colori del piastrone

Colorazione piastrone: da baby la parte centrale varia dal grigio al rosa chiaro, mentre la parte marginale dal rosa salmone all’arancione intenso. Man mano che matura, il colore si uniforma su tutto il piastrone, diventando però meno acceso

Colorazione testa ed arti: gli arti, la coda e la testa variano dall’oliva al grigio scuro, con colorazione più chiara nella parte inferiore. La testa presenta due strisce giallo/crema che partono dal naso e, una per lato, attraversano l’orbita e proseguono fino su il timpano. La mascella superiore è di un giallastro chiaro mentre quella inferiore può variare dall’arancio brillante al rosa al giallo e tale colorazione si estende, sfumandosi, sul collo. Infine bisogna sottolineare che da adulte possono sviluppare due barbigli sul collo della stessa colorazione della mascella inferiore

Riconoscimento sesso: i maschi restano più piccoli ed hanno la zona posteriore del carapace più stretta rispetto alle femmine. Il dimorfismo è ancora più evidente nella coda, che nei maschi è più spessa alla base, più lunga e con apertura cloacale nella zona finale. Nelle femmine invece, la coda è più corta con la cloaca entro il bordo del carapace

Maturità sessuale: in cattività le femmine dopo 5/6 anni (circa 14/15cm di lunghezza) mentre i maschi anche a quattro anni. In natura invece, viene raggiunta più tardi e può quindi arrivare anche a dieci anni 

Allevamento in cattività in casa: l’acquaterrario deve essere sviluppato principalmente nella parte acquatica poichè è un’abile nuotatrice ed inoltre è abbastanza timida. Proprio per evitare troppo stress, ma anche per garantire cibo vegetale sempre a disposizione, è consigliato inserire molta vegetazione acquatica sommersa. Non deve comunque mancare una zona emersa, che sarà utilizzata sempre di più con l’avanzare dell’età, su cui puntare una lampada spot da almeno 60W (in modo che ci siano 32/35°C sulla zona irradiata), accesa 6/8h al giorno ed una lampada (o neon) uvb accesa 10/12h al giorno ad una distanza max di 25cm dalla superficie irradiata. Sul fondo va inserita sabbia finissima di granulometria 0,3/0,5mm, che può essere mischiata a quarzo da fondo. L’acqua deve avere una temperatura dai 22° ai 26°C e deve essere filtrata con un filtro esterno, ciò poichè questa specie è sensibile alle malattie della cute e della corazza. Anche per questa maggiore delicatezza, negli anni passati si consigliava di avere un PH dell’acqua dai 6,5 ai 7,5, in modo da riprodurre quanto più possibile le condizioni dell’habitat naturale ed evitare così SCUD ed ulcere. Oramai l’importazione di esemplari wild è quasi nulla ed in commercio si trovano solo CB (Captive Bred), che non manifestano problemi con la nostra acqua di rubinetto

Allevamento in cattività in laghetto: in Italia è possibile tenerle all’esterno solo nei mesi caldi, anche se in alcune regioni del sud (come Sicilia, Calabria e Campania) è stato visto che esemplari adulti possono essere allevati fuori anche fino a 10 mesi all’anno. In questi casi, è consigliato fornire un laghetto con lati non ripidi, con appigli e tanta vegetazione utile a questa specie abbastanza timida per nascondersi. Inoltre, il fondo deve essere costituito preferibilmente da argilla e da quarzo da fondo

Alimentazione: è una specie onnivora che in natura si ciba principalmente di invertebrati acquatici (crostacei, molluschi ed insetti) e carogne di pesci, ma non disprezza mangiare alghe filamentose e piante d’acqua. In cattività è possibile basare l’alimentazione su insetti (grilli, tarme della farina, ecc), anellidi e pesci, alternando di tanto in tanto con verdure (cicorie, indivia, radicchio, ecc) e raramente con fegatini e/o cuori di pollo. Agli esemplari baby va fornito cibo sei giorni a settimana mentre agli adulti è consigliata l’alimentazione a giorni alterni. Infine, è consigliata la presenza in vasca di un osso di seppia come integratore di calcio

Letargo: in natura non effettua letargo ma può effettuare brevi periodi (massimo 2 mesi) di diapausa a temperatura poco superiore ai 5°C

Legislazione: libera vendita in Italia

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La foto articolo è di Claudia Bassi ©

 

 

 

 

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