9 agosto 2014 - novenoved

Malaclemys terrapin: Scheda Riassuntiva

In questa pagina troverete la scheda d’allevamento riassuntiva che riguarda le tartarughe appartenenti alla specie Malaclemys terrapin. La scheda indica sommariamente le informazioni sull’alimentazione, la riproduzione, le caratteristiche fisiche e comportamentali ed altri aspetti per allevare al meglio questa specie.

 

Specie
Malaclemys terrapin

Sottospecie
centrata, littoralis, macrospilota, pileata, rhizophorarum, tequesta e terrapin

Stati di provenienza
Alabama, Florida (isole comprese), Georgia, Louisiana, Mississipi, North Carolina, South Carolina e Texas

Luoghi di origine
principalmente in canali e lagune vicine al mare con alta salinità dell’acqua, quindi anche piane di marea ed estuari

Lunghezza massima
tra i 14/15 cm dei maschi ed i 20/22 cm delle femmine

Colorazione carapace
a seconda della sottospecie può variare dal nero al grigio scuro, dal marrone scuro al marrone chiaro fino al bianco.
Su ogni scuto sono presenti anelli concentrici di colorazione scura e solchi dovuti alla crescita

Colorazione piastrone
varia molto a seconda della sottospecie.
Dall’arancio al bianco con macchie scure o dal nero al marrone scuro con macchie giallastre

Colorazione testa ed arti
variano leggermente dal grigiastro al bianco con macchie, puntini e/o striature nere.
Poi a seconda della sottospecie è possibile notare riflessi rosacei, verdi, oro o addirittura blu.
La sottospecie “littoralis” può presentare una macchia (simil-gemma) sulla testa di colore oro, mentre le sottospecie “pileata” e “tequesta” di colore nero

Riconoscimento sesso
è possibile dopo i 10/12 cm.
Il maschio ha la coda lunga e grossa e il carapace schiacciato, mentre la femmina ha la coda molto più corta e il carapace più a cupola.
Come già detto su, i maschi restano più piccoli di dimensione

Maturità sessuale
maschi dai 4 anni mentre le femmine dai 6 anni

Allevamento in cattività in casa
ideale, ma non obbligatorio, è l’uso di due vasche unite da una zona emersa comune; una vasca riempita con acqua dolce mentre l’altra con acqua salmastra (5/6 grammi di sale per litro). Per gli esemplari CB (Captive Bred) è possibile utilizzare anche una singola vasca con acqua dolce.
Acqua alta almeno il doppio della lunghezza della tartaruga.
E’ necessaria una zona emersa asciutta su cui puntare due lampade: uno spot da almeno 40W accesa per 6/8 ore al giorno, in modo da avere 30/31°C sulla zona irradiata, ed una uvb 5% (o meglio 10%) accesa 10/12 ore al giorno ad una distanza max di 25 cm dalla superficie irradiata.
Acqua sempre filtrata ad una temp. compresa tra i 23°C e i 25°C.

Preferibile inserire tronchi in vasca e sabbia finissima 0,3-0,5 mm sul fondo

Allevamento in cattività in laghetto
possibile tutto l’anno se si ha almeno una parte con una profondità minima dell’acqua di 80 cm più uno strato di sabbia finissima sul fondo per ulteriori 20/30 cm, ciò per evitare che muoiano durante l’inverno.
Laghetto preferibilmente con acqua salmastra (5/6 grammi di sale per litro) oppure con presenza di almeno una zona con queste condizioni. Per gli esemplari CB (Captive Bred) è possibile utilizzare anche solo acqua dolce.

Alimentazione
essendo una specie carnivora deve essere alimentata con insetti (grilli, cavallette, ecc), pesci, crostacei e molluschi, lombrichi, tarme della farina, piccoli mammiferi (es. topi).
Vanno alimentate una volta al giorno, preferibilmente la mattina; da baby 6 volte a settimana e man mano che crescono bisogna aumentare i giorni di digiuno fino ad arrivare ad alimentarle da adulte tre volte a settimana.
E’ possibile somministrare verdura e con parsimonia anche carne cruda (preferibilmente bianca)

Letargo
lo effettuano a temp. comprese tra i 4°C e i 10°C.
In casa è impossibile, quindi nel periodo autunnale/invernale necessitano di riscaldatore impostato sui 24/25°C, senza di esso fanno un semi-letargo dannosissimo.
All’esterno bisogna avere un laghetto come descritto su.
Possono fare letargo anche in luoghi chiusi, a patto che garantisca il rispetto delle temp. sopra-indicate per un corretto letargo

Legislazione
 è inserita nell’Appendice II del CITES  e nell’Allegato B del Regolamente CE

Galleria foto

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La foto articolo è di Colin Langenderfer ©

 

 

 

 

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