Trecento testuggini d’acqua dolce e 77 pappagalli erano diretti verso Malta. Per 76 volatili è stata accertata l’appartenenza a specie tutelate dalla Convenzione di Washington. Il mezzo non garantiva spazio e condizioni termiche adeguate.
Quasi 400 animali prima dell’imbarco
Non era un trasporto di pochi animali esotici, ma un vero e proprio carico di 377 esemplari vivi.
È quanto hanno scoperto i finanzieri della Tenenza di Pozzallo insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli durante i controlli effettuati nello scalo portuale siciliano. Un cittadino maltese si trovava nei pressi dell’area di imbarco del catamarano diretto a Malta con 300 tartarughe d’acqua dolce e 77 pappagalli all’interno della propria automobile.
Il caso, reso noto dalle autorità ieri 5 ottobre, è stato portato all’attenzione della Squadra Operativa CITES della Guardia di Finanza di Catania-Fontanarossa per gli accertamenti sulla natura degli animali e sulla documentazione necessaria al loro trasporto.
Non è stata quindi soltanto la quantità a far scattare l’intervento delle autorità.
Un’automobile non può diventare un mezzo di trasporto per centinaia di animali
I veterinari dell’ASP di Ragusa, intervenuti durante il controllo, hanno accertato che l’autovettura non disponeva di spazi adeguati né di un sistema di termoregolazione idoneo a garantire le condizioni di salute degli esemplari.
È un aspetto importante, perché il problema non riguarda soltanto il fatto che gli animali fossero stati trasportati senza le modalità previste dalla normativa.
Per centinaia di animali ammassati nello stesso veicolo, temperatura, ventilazione, spazio disponibile e possibilità di mantenere condizioni ambientali compatibili con le esigenze delle diverse specie diventano elementi essenziali per evitare stress e sofferenza.
Alcune immagini diffuse dopo l’intervento mostrano infatti contenitori e scatole sistemati all’interno dell’automobile, con i pappagalli collocati nei posti posteriori del veicolo. Secondo le ricostruzioni pubblicate da alcune testate, 32 dei 77 pappagalli risultavano inoltre privi della documentazione internazionale necessaria alla tracciabilità.
Cinque specie di pappagalli sotto la CITES
Gli approfondimenti della Squadra Operativa CITES hanno aggiunto un secondo elemento alla vicenda.
76 dei 77 pappagalli sono risultati appartenere a cinque specie tutelate dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche, la CITES:
- Ara macao, ara scarlatta;
- Ara chloropterus, ara aliverde;
- Ara ararauna, ara gialloblu;
- Cacatua roseicapilla, cacatua rosato;
- Cacatua alba, cacatua bianco.
La Guardia di Finanza ha definito l’operazione una delle più rilevanti per numero di esemplari appartenenti a specie protette dalla Convenzione.
È importante però chiarire cosa significhi essere tutelati dalla CITES. La presenza di una specie nelle appendici della Convenzione non equivale automaticamente a dire che ogni suo esemplare sia “in via di estinzione”: la CITES disciplina e controlla il commercio internazionale delle specie inserite nei suoi elenchi, con livelli di tutela differenti.
In questo caso, dunque, il problema non è soltanto quali animali fossero presenti nel veicolo, ma anche la possibilità di dimostrarne legalmente origine, detenzione e movimentazione internazionale.
E le 300 tartarughe?
È proprio sulle tartarughe che è necessario mantenere una certa cautela.
Le fonti ufficiali parlano di 300 tartarughe d’acqua dolce, ma non hanno reso pubblica, al momento, l’identificazione tassonomica degli esemplari. Non sarebbe quindi corretto attribuire loro una specie o una specifica forma di tutela CITES senza ulteriori accertamenti. Dalle poche immagini diffuse, sembrerebbero appartenere alla specie Trachemys venusta.
Sappiamo però che anche per questi animali le condizioni di trasporto sono state giudicate inadeguate dai veterinari intervenuti sul posto.
Ed è proprio questo uno degli elementi più interessanti dell’operazione: il carico riuniva animali appartenenti a gruppi biologicamente molto diversi, con esigenze differenti, trattati però come un’unica merce da spostare da un Paese all’altro.
Secondo quanto riportato da ANSA, il valore complessivo che la vendita degli animali avrebbe potuto raggiungere sarebbe stato di circa 100.000 euro.
Da Pozzallo a Malta, ma il viaggio finisce prima dell’imbarco
Il trasporto è stato quindi interrotto prima che il catamarano potesse lasciare la Sicilia.
Il cittadino maltese è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa per la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e tali da provocare gravi sofferenze, oltre che per le violazioni previste dalla Legge 150/1992, che disciplina in Italia l’applicazione della CITES.
Si tratta, naturalmente, di contestazioni nell’ambito di un procedimento giudiziario e non di una condanna definitiva.
Tutti i 377 animali sono stati affidati immediatamente a un allevamento amatoriale dotato di strutture ritenute idonee per garantirne l’accudimento.
Quando il numero diventa parte del problema
Il caso di Pozzallo mostra un aspetto del commercio di fauna esotica che spesso rimane nascosto dietro la parola “trasporto”.
Non si tratta semplicemente di trasferire animali da un luogo all’altro. Quando centinaia di individui vengono movimentati contemporaneamente, ogni passaggio della filiera deve essere compatibile con le loro esigenze biologiche e con le regole che disciplinano il commercio internazionale.
E nel caso di specie protette dalla CITES, la documentazione non è un dettaglio amministrativo: serve anche a rendere tracciabile il percorso dell’animale, distinguendo una movimentazione legale da un esemplare entrato nel circuito commerciale attraverso canali non autorizzati.
Pozzallo è inoltre un punto di passaggio naturale per i collegamenti marittimi con Malta. Intercettare il carico prima dell’imbarco ha quindi impedito che 377 animali proseguissero il viaggio verso la destinazione prevista.
Per ora sappiamo dove il loro viaggio è terminato.
Resta invece da ricostruire, per ciascuno di quegli animali, da dove era iniziato.




