Sulle spiagge della South Carolina sono stati individuati i primi nidi del 2026 di Caretta caretta, segnando ufficialmente l’inizio della nuova stagione riproduttiva lungo la costa atlantica degli Stati Uniti.
I nidi sono stati localizzati a Edisto Beach State Park e nella Cape Romain National Wildlife Refuge durante le attività di monitoraggio mattutine svolte da biologi e volontari. Un evento che ogni anno rappresenta uno dei momenti più importanti per la conservazione delle tartarughe marine nordamericane.
Una delle aree chiave per Caretta caretta
La South Carolina rappresenta una delle principali aree di nidificazione statunitensi per Caretta caretta. Tra maggio e ottobre, centinaia di chilometri di spiagge vengono controllati quotidianamente per individuare nuove deposizioni, proteggere i nidi e raccogliere dati scientifici fondamentali per comprendere l’andamento delle popolazioni.
Negli ultimi decenni il monitoraggio ha documentato oscillazioni molto marcate nel numero di nidi. Nel 2019 lo stato registrò un record storico con oltre 8.700 nidi, mentre nel 2025 il totale si è fermato intorno ai 3.900. Variazioni che possono sembrare drastiche, ma che rientrano nella complessa biologia riproduttiva della specie.
Le femmine raggiungono infatti la maturità sessuale dopo diversi decenni e non tornano necessariamente a nidificare ogni anno. Quando lo fanno, possono deporre più covate nella stessa stagione, tornando sulla spiaggia a intervalli di circa due settimane.
Spiagge sempre più vulnerabili
Ogni nido assume un valore enorme dal punto di vista conservazionistico. La mortalità naturale dei piccoli è altissima e basta poco per compromettere intere covate: erosione costiera, mareggiate, illuminazione artificiale e disturbo umano possono ridurre drasticamente il successo delle schiuse.
Per questo motivo la protezione delle spiagge rappresenta uno degli strumenti più importanti per la tutela delle tartarughe marine. In South Carolina, come in molte altre aree degli Stati Uniti, il coinvolgimento delle comunità locali è diventato parte integrante della conservazione. Volontari e operatori percorrono le spiagge all’alba per identificare le tracce lasciate dalle femmine, delimitare i nidi e monitorarne l’evoluzione fino alla schiusa.
A preoccupare sempre di più sono anche gli effetti dei cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature e degli eventi meteorologici estremi può alterare profondamente il successo riproduttivo della specie: tempeste intense ed erosione rischiano di distruggere i nidi, mentre il riscaldamento della sabbia influenza il sesso dei nascituri, modificando gli equilibri demografici delle popolazioni future.
Uno scenario che riguarda anche il Mediterraneo
L’inizio della stagione riproduttiva in South Carolina richiama inevitabilmente ciò che sta accadendo anche nel Mediterraneo. Negli ultimi anni le nidificazioni di Caretta caretta sono aumentate anche in Italia, con deposizioni documentate in aree dove fino a poco tempo fa erano considerate rare o occasionali.
Ogni primo nido trovato rappresenta quindi molto più di una notizia stagionale. È il segnale che un nuovo ciclo riproduttivo è iniziato e che, ancora una volta, il futuro di queste specie dipenderà dalla capacità di proteggere le spiagge in cui continuano a tornare da milioni di anni.a di queste specie dipenderà dalla capacità umana di proteggere le spiagge in cui tornano a nidificare da milioni di anni.




