Anche la Puglia entra ufficialmente nella stagione di nidificazione 2026 di Caretta caretta. Il primo nido dell’anno è stato individuato a Lido Marini, lungo la costa ionica del Salento, nel territorio del Comune di Ugento (LE), una delle aree che negli ultimi anni si sono affermate tra le più importanti per la riproduzione della specie nel Sud Italia.
La scoperta è avvenuta durante il secondo giorno ufficiale di monitoraggio della stagione. A individuare la caratteristica traccia lasciata dalla femmina è stata Nadia Macagnino, volontaria del Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento di Calimera. Sul posto sono poi intervenuti Piero Carlino, responsabile del CRTM, e il biologo Nicolò Molle, che hanno verificato la presenza delle uova e predisposto le misure di protezione del nido.
Il ritrovamento è stato accolto con entusiasmo dai volontari e dagli operatori impegnati nel monitoraggio delle coste pugliesi, anche grazie al supporto del Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento e dell’amministrazione comunale, che collaborano da anni alle attività di conservazione delle tartarughe marine.
Ugento si conferma una delle capitali pugliesi delle Caretta
Non è un caso che il primo nido del 2026 sia arrivato proprio nel territorio di Ugento.
Lo scorso anno la stagione pugliese si era aperta l’11 giugno con una deposizione sulla spiaggia di Torre San Giovanni, sempre nel comune di Ugento. Negli ultimi anni questo tratto di costa è diventato uno dei punti di riferimento regionali per la nidificazione di Caretta caretta, grazie alla presenza di ampi arenili sabbiosi e a un sistema di monitoraggio ormai consolidato.
La continuità delle deposizioni osservata nel tempo conferma come il basso Salento rappresenti oggi una delle aree più frequentate dalle femmine nidificanti lungo le coste pugliesi.
Una stagione che procede più lentamente rispetto al 2025
La scoperta del primo nido pugliese arriva in un contesto particolare.
A differenza di quanto osservato nel 2025, quando già nelle prime settimane della stagione erano stati documentati numerosi nidi in diverse aree del Mediterraneo, il 2026 sta mostrando finora un avvio più graduale. Le deposizioni confermate in Italia risultano ancora relativamente poche e il numero complessivo dei nidi è attualmente fermo a poco più di una decina.
Proprio per questo motivo il ritrovamento di Lido Marini assume un significato ancora maggiore. Ogni nuova deposizione contribuisce infatti a delineare l’andamento della stagione e permette ai ricercatori di comprendere meglio tempi e dinamiche delle femmine durante le prime settimane di nidificazione.
Un lavoro che inizia prima dell’alba
Dietro il ritrovamento di ogni nido si nasconde un’attività spesso invisibile al grande pubblico.
Le squadre di monitoraggio percorrono le spiagge all’alba alla ricerca delle tracce lasciate dalle femmine durante la notte. Un segno nella sabbia può essere sufficiente per avviare controlli accurati, verificare la presenza delle uova e mettere rapidamente in sicurezza il sito.
È proprio grazie a questo lavoro quotidiano che il nido di Lido Marini è stato individuato poche ore dopo la deposizione, garantendo alle uova le migliori condizioni possibili per affrontare le prossime settimane di incubazione.
La Puglia si aggiunge alla mappa delle regioni già attive
Con il nido di Lido Marini, la Puglia si aggiunge alle regioni italiane che hanno già inaugurato la stagione 2026 di Caretta caretta. Dopo Sicilia, Calabria e Campania, anche le coste pugliesi registrano la loro prima deposizione dell’anno.
Un segnale atteso dagli operatori del settore, che conferma come la stagione riproduttiva stia progressivamente entrando nel vivo lungo tutto il Sud Italia. Se il ritmo delle nidificazioni appare per ora più lento rispetto allo scorso anno, le prossime settimane diranno se il Mediterraneo riuscirà a recuperare terreno e ad avvicinarsi ai numeri record registrati nel 2025.




