La stagione delle schiuse è ufficialmente iniziata anche in Italia. Dopo la prima emersione documentata ieri lungo la costa ionica della Calabria, questa notte è arrivata anche la prima schiusa in Campania, sulla spiaggia di Lago, nel comune di Castellabate (SA). Un momento che segna l’inizio di uno dei periodi più emozionanti dell’anno per chi segue la conservazione delle tartarughe marine.
Il primo evento italiano del 2026 è stato documentato in provincia di Reggio Calabria, dove Caretta Calabria Conservation ha annunciato la nascita delle prime venti tartarughine, che hanno già raggiunto il mare inaugurando ufficialmente la stagione delle schiuse nel nostro Paese.
Poche ore dopo, anche la Campania ha vissuto la sua prima grande emozione. Sul litorale di Castellabate è nato il primo esemplare dal nido deposto il 4 giugno scorso, primo della regione per questa stagione. Per il momento un solo hatchling è sbucato dalla sabbia, mentre nelle prossime ore è attesa l’emersione del resto della covata.
La schiusa è stata seguita dalla referente locale del progetto Turtlenest, Daniela Guariglia, insieme ai volontari di Legambiente e della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, che hanno monitorato il nido sin dalla deposizione, garantendo la sicurezza dell’area durante tutte le fasi dell’incubazione.
Le prossime settimane saranno decisive. La stagione riproduttiva del 2026 è partita più lentamente rispetto allo scorso anno, con un numero di nidificazioni inferiore in gran parte del Mediterraneo. Ora, però, inizia la fase delle schiuse, destinata ad accompagnare l’estate fino alla fine di settembre. Ogni nido potrà regalare un nuovo spettacolo della natura, con decine di piccoli pronti a raggiungere il mare pochi minuti dopo l’emersione.
Grande attesa anche a Lampedusa, dove potrebbero schiudersi a breve i primi tre nidi dell’isola. Il primo, deposto la notte tra il 26 e il 27 maggio, è stato anche il primo nido documentato in Italia nel 2026. Già nella giornata di ieri erano visibili i caratteristici “coni di schiusa” nel secondo e nel terzo nido, segnale che le tartarughine hanno ormai bucato le uova nella camera di incubazione e che l’emersione potrebbe avvenire da un momento all’altro.
Ogni schiusa rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso iniziato oltre cinquanta giorni prima, quando una femmina ha scelto la spiaggia per deporre le proprie uova. Dopo un’incubazione che dura generalmente tra i 45 e i 60 giorni, le piccole rompono il guscio quasi contemporaneamente e collaborano scavando verso la superficie. Una volta emerse, si orientano grazie alla luce naturale dell’orizzonte marino e affrontano la loro prima corsa verso il Mediterraneo, uno dei momenti più delicati dell’intero ciclo vitale della specie.
Dietro ciascuna di queste nascite c’è il lavoro quotidiano di centinaia di volontari, biologi, enti gestori e cittadini che per mesi monitorano le spiagge, mettono in sicurezza i nidi e sensibilizzano residenti e turisti. Un impegno spesso svolto sotto il sole estivo e in condizioni difficili, ma fondamentale per aumentare le possibilità di sopravvivenza di una specie ancora minacciata.
Le prossime settimane saranno quindi ricche di emozioni. Dalla Calabria alla Campania, passando per Lampedusa e tutte le altre coste italiane interessate dalla nidificazione, migliaia di piccole Caretta caretta si preparano a compiere il primo, straordinario viaggio della loro vita.




