È morto il 7 agosto 2026, ad Hanoi, Hà Đình Đức, biologo e ricercatore vietnamita conosciuto nel Paese con il soprannome di “nhà rùa học”, letteralmente “studioso delle tartarughe”. Aveva 86 anni secondo le fonti istituzionali e 87 secondo diverse testate vietnamite, e per oltre trent’anni aveva legato il proprio lavoro alla ricerca e alla tutela della celebre tartaruga del lago Hoàn Kiếm, nel cuore della capitale vietnamita.
La sua storia con la tartaruga di Hoàn Kiếm era iniziata nel 1991, quando, passando nei pressi del lago, aveva osservato casualmente emergere dall’acqua un enorme esemplare. Quell’incontro avrebbe cambiato profondamente il corso della sua attività scientifica: da quel momento Đức iniziò a osservare, fotografare e documentare sistematicamente gli animali presenti nel lago, studiandone la biologia, il comportamento e il rapporto con l’ecosistema di Hoàn Kiếm.
Nel corso degli anni il ricercatore avrebbe realizzato sei progetti di ricerca di livello nazionale e pubblicato circa 200 lavori dedicati alla tartaruga e al lago. La sua attività non rimase però confinata alla ricerca scientifica: Đức partecipò anche alle iniziative per la protezione dell’ecosistema di Hoàn Kiếm e divenne una delle figure più riconoscibili nella difesa di quello che per Hanoi rappresentava contemporaneamente un animale, un simbolo culturale e una parte della propria storia.
La tartaruga della spada restituita
La fama della tartaruga di Hoàn Kiếm affonda le proprie radici nella storia e nella mitologia vietnamita.
Secondo una delle leggende più importanti del Paese, nel XV secolo l’imperatore Lê Lợi avrebbe ricevuto una spada magica, utilizzata per combattere contro la dinastia Ming. Dopo la vittoria, mentre navigava sul lago, una gigantesca tartaruga sarebbe emersa dall’acqua per reclamare la spada in nome del Dio delle Acque. Lê Lợi la restituì e il lago, precedentemente chiamato Lục Thủy, “Acque Verdi”, prese il nome di Hoàn Kiếm, cioè “lago della Spada Restituita”.
Per questo motivo la presenza delle grandi tartarughe nel lago ha assunto nei secoli un valore che va ben oltre quello naturalistico. Gli animali sono diventati parte integrante dell’identità culturale di Hanoi e le loro apparizioni erano tradizionalmente considerate portatrici di fortuna.
La morte dell’ultimo esemplare conosciuto del lago, nel gennaio 2016, provocò infatti un forte sentimento di lutto nella capitale. L’animale, conosciuto affettuosamente come “Cụ Rùa”, cioè “Grande Nonno Tartaruga”, fu successivamente conservato ed esposto presso il tempio Ngọc Sơn, sul lago.
Una specie sull’orlo dell’estinzione
Dietro la storia di Hoàn Kiếm si nasconde però una delle più drammatiche crisi di conservazione mai affrontate per una tartaruga d’acqua dolce.
La tartaruga gigante dal guscio molle dello Yangtze, Rafetus swinhoei, è considerata una delle specie di tartarughe più rare al mondo e, secondo l’Asian Turtle Program, storicamente occupava grandi fiumi, laghi e zone umide del bacino del Fiume Rosso in Vietnam e del sistema dello Yangtze in Cina. La sua popolazione è crollata a causa della perdita degli habitat, della trasformazione dei corsi d’acqua, della pesca e della cattura diretta per il consumo e il commercio.
La situazione è diventata ancora più critica negli ultimi anni.
Nel 2016 è morto l’ultimo esemplare conosciuto di Hoàn Kiếm. Nel 2023 è invece stata trovata morta una grande femmina nel lago Đồng Mô, vicino Hanoi. L’animale, lungo circa 1,56 metri e con un peso di oltre 90 chilogrammi, era stato identificato geneticamente come Rafetus swinhoei. La sua morte rappresentò un colpo enorme per i programmi di conservazione perché si trattava dell’unica femmina conosciuta allo stato selvatico.
A quel punto, secondo le informazioni disponibili, rimanevano soltanto due esemplari conosciuti: un maschio nello zoo di Suzhou, in Cina, e un altro individuo nel lago Xuân Khanh, in Vietnam. La ricerca di eventuali altri esemplari continua tuttavia in diverse aree del Vietnam settentrionale, proprio perché la possibilità che sopravvivano animali non ancora individuati rappresenta una delle ultime speranze per la specie.
Il mistero del nome Rafetus leloii
La storia scientifica della tartaruga di Hoàn Kiếm è stata accompagnata anche da un lungo dibattito sulla sua identità tassonomica.
Hà Đình Đức sostenne che gli esemplari del lago appartenessero a una specie distinta, che descrisse con il nome Rafetus leloii. Questa interpretazione non è però oggi condivisa dalla maggior parte della comunità scientifica. Le analisi genetiche condotte sugli esemplari vietnamiti hanno invece sostenuto l’appartenenza alla specie Rafetus swinhoei, la stessa tartaruga gigante dal guscio molle conosciuta storicamente anche in Cina.
La distinzione è tutt’altro che puramente accademica. Se le tartarughe di Hoàn Kiếm fossero considerate una specie separata, la loro estinzione locale avrebbe infatti un significato tassonomico ancora più grave. Per la maggior parte delle classificazioni moderne, invece, la popolazione di Hoàn Kiếm rappresentava una popolazione estremamente isolata di R. swinhoei.
La ricerca continua, anche senza “Cụ Rùa”
La morte di Hà Đình Đức arriva in un momento in cui la ricerca sulla specie sta utilizzando strumenti molto diversi da quelli disponibili quando il biologo iniziò il proprio lavoro.
Negli ultimi anni gli studiosi hanno fatto ricorso anche al DNA ambientale (eDNA), analizzando campioni d’acqua per cercare tracce genetiche della specie senza dover necessariamente catturare gli animali. È stato proprio questo approccio a contribuire alla conferma della presenza di R. swinhoei nel lago Xuân Khanh.
Parallelamente, organizzazioni come l’Asian Turtle Program e la Wildlife Conservation Society continuano a effettuare ricerche in laghi e zone umide del Vietnam settentrionale, cercando eventuali esemplari ancora sconosciuti. L’obiettivo è capire se la popolazione selvatica sia davvero ridotta agli ultimi individui conosciuti oppure se esistano ancora altre tartarughe nascoste in aree difficili da esplorare.
È una ricerca che oggi assume un significato enorme: trovare anche un solo nuovo individuo potrebbe cambiare radicalmente le prospettive di conservazione della specie.
Un’eredità che va oltre una singola tartaruga
Hà Đình Đức aveva iniziato a studiare la tartaruga di Hoàn Kiếm quando nessuno avrebbe potuto immaginare quanto sarebbe diventata fragile la sopravvivenza di Rafetus swinhoei.
Per oltre trent’anni ha seguito gli animali del lago, documentandone la presenza e contribuendo a mantenere al centro dell’attenzione pubblica la necessità di proteggere Hoàn Kiếm e il suo ecosistema. Il suo lavoro si è sviluppato proprio nel punto d’incontro tra scienza, cultura e conservazione, trasformando una tartaruga legata a un’antica leggenda in uno dei simboli più conosciuti della natura vietnamita.
Oggi “Cụ Rùa” non nuota più nelle acque di Hoàn Kiếm. E la specie alla quale apparteneva è ancora sospesa sull’orlo dell’estinzione.
Ma le ricerche continuano.
E forse è proprio questa la parte più importante dell’eredità lasciata da Hà Đình Đức: aver dimostrato che, per proteggere una specie, bisogna prima di tutto continuare a cercarla, studiarla e raccontarne l’importanza.




