Gli animali erano detenuti senza la documentazione prevista. Nell’abitazione trovate anche reti e attrezzature per la cattura degli uccelli. Le due testuggini erano mantenute all’interno di un secchio.
Un appartamento segnalato per il canto dei cardellini
È partito da una segnalazione il controllo che ha portato al sequestro di numerosi animali selvatici ad Afragola, in provincia di Napoli. Nella zona di San Marco all’Olmo era stato infatti segnalato il canto particolarmente intenso di diversi cardellini proveniente da uno degli appartamenti di un vecchio edificio.
La Polizia Locale di Afragola, diretta dal comandante Antonio Piricelli, è intervenuta insieme al personale della LIPU per verificare la possibile presenza di un allevamento illegale di uccelli e altri animali.
All’interno dell’abitazione sono stati trovati 11 cardellini (Carduelis carduelis): dieci erano privi dell’anello identificativo con numero seriale, mentre un altro presentava un anello il cui numero risultava abraso. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto alcune reti e altre attrezzature ritenute utilizzabili per la cattura degli uccelli.
Due testuggini in un secchio
Tra gli animali presenti nell’abitazione c’erano anche due Testudo hermanni, entrambe prive della documentazione prevista.
Le due testuggini erano mantenute all’interno di un secchio, senza esposizione diretta al sole e con alcune foglie di insalata ormai secche. Anche in questo caso, oltre alla questione documentale, le condizioni di detenzione sollevano interrogativi sulle modalità con cui gli animali venivano mantenuti.
Per le Testudo hermanni, una specie selvatica sottoposta a specifiche forme di tutela, la documentazione non rappresenta un semplice adempimento burocratico: deve consentire di ricostruire la provenienza dell’esemplare e la legittimità della sua detenzione.
Non è la prima volta che l’uomo viene trovato con testuggini senza documenti
C’è poi un elemento che distingue questa vicenda da un semplice episodio isolato. Circa due anni fa, infatti, lo stesso uomo era già stato interessato da un precedente sequestro nel corso del quale gli erano state trovate altre testuggini prive di documentazione.
Non si tratta dunque degli stessi esemplari, né questo precedente permette di stabilire quale sia l’origine delle due Testudo hermanni attualmente rinvenute. Non è noto, sulla base delle informazioni disponibili, da quanto tempo siano a casa dell’uomo, né se siano nate in cattività, ma il precedente sequestro rappresenta un elemento da tenere in considerazione che potrebbe lasciar presupporre la presenza di esemplari riproduttori nella disponibilità dell’uomo o di un suo conoscente.
Quando la provenienza diventa fondamentale
Nel caso delle testuggini terrestri, poter ricostruire la provenienza di un esemplare è particolarmente importante. La presenza di una documentazione corretta consente infatti di distinguere gli animali detenuti legittimamente da quelli la cui origine non può essere verificata.
È un aspetto centrale anche per la conservazione: la possibilità di seguire la storia di un animale, dalla nascita o dall’origine fino alla detenzione attuale, permette di evitare che esemplari di provenienza sconosciuta possano entrare o rientrare nel circuito commerciale senza adeguati controlli.
La vicenda di Afragola mostra quindi come la tutela della fauna selvatica passi anche dalla tracciabilità dei singoli esemplari.
Cardellini e reti per la cattura
Per i cardellini, invece, il ritrovamento delle reti aggiunge un ulteriore elemento al quadro emerso durante la perquisizione. Gli strumenti sono stati sequestrati insieme agli animali, mentre gli 11 cardellini e le due testuggini sono stati sottoposti a sequestro di polizia giudiziaria.
Il 45enne è stato denunciato all’autorità giudiziaria per ricettazione. È importante ricordare che la denuncia rappresenta un’accusa nell’ambito dell’indagine e non un accertamento definitivo di responsabilità.
Gli animali sono stati affidati alla LIPU per gli accertamenti e le successive procedure di recupero. Per i cardellini, qualora le condizioni degli esemplari lo consentano, è prevista la possibilità di un ritorno in natura; per le due Testudo hermanni sarà invece necessario valutare il loro stato e la loro situazione documentale prima di stabilirne la destinazione.
Un intervento che, ancora una volta, mette in evidenza quanto la protezione della fauna selvatica non riguardi soltanto il momento del sequestro, ma anche tutto ciò che viene dopo: ricostruire la provenienza, valutare le condizioni degli animali e individuare per ciascun esemplare il percorso più corretto.




