Una pistola semiautomatica calibro 7,65 priva di matricola, 25 munizioni e sei testuggini di Hermann (Testudo hermanni). È quanto hanno trovato gli agenti della Polizia di Stato e i militari della Guardia di Finanza durante una perquisizione effettuata il 21 ottobre in un’abitazione di Bitonto, in provincia di Bari. Gli esemplari erano nel giardino della proprietà: una femmina adulta e cinque giovani nati da pochi mesi. Le verifiche hanno accertato l’assenza della documentazione necessaria a dimostrarne la legale provenienza e detenzione; per questo le testuggini sono state sequestrate e affidate a una struttura di recupero di Molfetta. L’operazione, resa nota nei giorni successivi, si inserisce in un’indagine che ha portato all’arresto del proprietario per la detenzione dell’arma clandestina e delle relative munizioni.
La vicenda richiama l’attenzione anche su un aspetto spesso sottovalutato della detenzione delle testuggini terrestri. Testudo hermanni è una specie autoctona tutelata dalla normativa internazionale CITES e inserita nell’Allegato A del regolamento europeo sul commercio delle specie protette. La sua detenzione non è libera: occorre poter dimostrare la provenienza legale dell’animale attraverso la documentazione prevista dalla normativa, che varia anche in relazione alla storia e alla modalità di acquisizione dell’esemplare. Non si tratta, quindi, di una semplice formalità burocratica: la tracciabilità serve a contrastare il prelievo in natura e il commercio illegale, pressioni che continuano a interessare le popolazioni selvatiche.
Non è la prima volta che le cronache raccontano di tartarughe trovate durante operazioni in cui emergono anche armi. Nel 2023, in Sardegna, durante l’operazione “Family&Friends”, furono sequestrate 28 testuggini terrestri prive di documentazione in una proprietà dove erano stati trovati anche un fucile e sostanze stupefacenti. Un episodio simile era avvenuto nel 2020, quando una perquisizione nell’empolese portò al ritrovamento di tre testuggini senza documenti insieme a diverse armi detenute illegalmente. Ma già nel 2015, un’indagine per traffico di droga e armi aveva coinvolto un allevatore e commerciante di tartarughe. Casi distinti, senza collegamenti tra loro, che mostrano quanto spesso la detenzione irregolare di fauna protetta emerga incidentalmente durante controlli investigativi condotti per altri reati.




