La stagione 2026 delle tartarughe marine è ufficialmente iniziata anche in Grecia. Dopo il primo nido individuato tre giorni fa, 13 maggio, sulla spiaggia di Vounaki, nel Golfo di Kyparissia, un secondo nido di Caretta caretta è stato localizzato il giorno dopo anche a Gerakas, sull’isola di Zakynthos.
La scoperta è stata annunciata da ARCHELON, che coordina da decenni il monitoraggio delle principali spiagge di nidificazione greche attraverso squadre di biologi e volontari impegnati nelle attività di controllo quotidiano.
Con i primi due nidi già confermati, la stagione riproduttiva mediterranea entra progressivamente nel vivo.
Kyparissia e Zakynthos: due aree simbolo per Caretta caretta
Sia il Golfo di Kyparissia sia Zakynthos rappresentano alcune delle aree più importanti del Mediterraneo per la nidificazione di Caretta caretta. Le lunghe spiagge sabbiose di queste regioni ospitano ogni anno centinaia di deposizioni e costituiscono habitat fondamentali per il ciclo riproduttivo della specie.
A Zakynthos, in particolare, la spiaggia di Gerakas è una delle più conosciute del Mediterraneo orientale per la presenza delle tartarughe marine. Qui le attività di monitoraggio e protezione dei nidi convivono da anni con una forte pressione turistica, rendendo il lavoro di conservazione particolarmente delicato.
Ogni mattina volontari e operatori percorrono le spiagge all’alba per individuare tracce di risalita, verificare eventuali deposizioni e mettere in sicurezza i nidi appena scoperti.
La stagione mediterranea è già partita
La Grecia arriva pochi giorni dopo la Turchia, dove il primo nido del Mediterraneo per il 2026 era stato documentato il 2 maggio sulla spiaggia di Iztuzu.
E proprio la Turchia mostra già numeri significativi: nel giro di pochi giorni le nidificazioni registrate sono salite a oltre venti, segnale di una stagione partita rapidamente lungo alcune delle principali spiagge di deposizione del Paese.
Anche in Grecia i segnali erano già iniziati ad arrivare. Prima delle deposizioni confermate erano state osservate tracce di risalita a Cefalonia senza effettiva nidificazione, una situazione piuttosto comune nelle prime fasi della stagione, quando le femmine possono interrompere il tentativo di deposizione per disturbo o condizioni ambientali non ottimali.
E l’Italia osserva il Mediterraneo
Con Grecia e Turchia già entrate nel vivo della stagione riproduttiva, cresce ora l’attenzione anche sulle coste italiane, dove le prime deposizioni potrebbero essere ormai imminenti.
Negli ultimi anni, infatti, le nidificazioni di Caretta caretta in Italia sono diventate sempre più precoci. Se nel 2019 la prima deposizione documentata arrivò il 13 giugno, negli anni successivi le date si sono progressivamente anticipate, con primi nidi registrati già nella prima settimana della seconda metà di maggio.
Un cambiamento che riflette sia l’aumento delle attività di monitoraggio lungo le coste italiane sia le trasformazioni ambientali che stanno interessando il Mediterraneo.
Oggi l’Italia non rappresenta più soltanto un’area occasionale di nidificazione. Dalla Sicilia alla Calabria, passando per Puglia, Campania, Lazio e Toscana, le deposizioni vengono ormai documentate con crescente regolarità anche in aree dove fino a pochi anni fa erano considerate eventi eccezionali.
L’inizio della stagione in Grecia e Turchia diventa quindi anche un segnale per il Mediterraneo centrale: le prime tracce sulle spiagge italiane potrebbero essere ormai questione di giorni.




