Anche la Grecia inaugura ufficialmente la stagione 2026 delle tartarughe marine. Il primo nido dell’anno di Caretta caretta è stato individuato e protetto sulla spiaggia di Vounaki, nel Golfo di Kyparissia, durante le attività di monitoraggio mattutine svolte dai volontari di ARCHELON.
La scoperta segna l’inizio di uno dei periodi più importanti per la conservazione delle tartarughe marine nel Mediterraneo orientale, area che ospita alcune delle principali spiagge di nidificazione della specie.
Kyparissia, una spiaggia chiave del Mediterraneo
Il Golfo di Kyparissia è considerato uno dei siti più importanti del Mediterraneo per la riproduzione di Caretta caretta. Le sue lunghe spiagge sabbiose ospitano ogni anno centinaia di nidificazioni e rappresentano un habitat cruciale per il ciclo vitale della specie.
Da decenni ARCHELON coordina qui attività di monitoraggio e protezione dei nidi, coinvolgendo volontari, biologi e comunità locali. Durante la stagione riproduttiva le spiagge vengono controllate quotidianamente all’alba per individuare tracce di risalita, nuove deposizioni e possibili situazioni di rischio per i nidi.
Un lavoro fondamentale soprattutto nei mesi estivi, quando il forte impatto turistico può aumentare disturbo, illuminazione artificiale e pressione antropica sulle aree di deposizione.
La stagione mediterranea è già partita
Il primo nido greco arriva pochi giorni dopo quello documentato in Turchia il 2 maggio sulla spiaggia di Iztuzu, uno dei siti simbolo per la conservazione delle tartarughe marine nel Mediterraneo orientale.
E proprio la Turchia mostra già numeri significativi: in pochi giorni le nidificazioni registrate sono salite a 21, segnale di una stagione partita rapidamente lungo alcune delle principali spiagge del Paese.
Due giorni prima del ritrovamento a Kyparissia erano inoltre state osservate tracce di risalita a Cefalonia, senza però deposizione effettiva. Situazioni relativamente comuni nelle prime settimane della stagione, quando le femmine possono interrompere il tentativo di nidificazione a causa di disturbo o condizioni ambientali non ottimali.
Un equilibrio sempre più fragile
L’inizio della stagione riproduttiva rappresenta ogni anno un momento cruciale per Caretta caretta. Le femmine tornano sulle spiagge dopo lunghi spostamenti nel Mediterraneo e scavano i nidi durante le ore notturne, in una fase estremamente vulnerabile del loro ciclo biologico.
Urbanizzazione costiera, erosione delle spiagge, turismo eccessivo ed eventi climatici estremi stanno rendendo sempre più delicato questo equilibrio. Anche l’aumento delle temperature desta crescente attenzione scientifica, poiché la temperatura della sabbia influenza direttamente il sesso dei nascituri.
Il ritrovamento dei primi nidi del 2026 rappresenta quindi molto più di un semplice evento stagionale. È il segnale che il ciclo riproduttivo di una delle specie più emblematiche del Mediterraneo è ricominciato e che, ancora una volta, il successo della stagione dipenderà dalla capacità di proteggere spiagge sempre più fragili e contese.




