I boschi d’Europa bruciano e con essi anche le povere testuggini

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Il continente europeo è devastato da vasti incendi, alimentati dal caldo estremo. Dal Portogallo alla Grecia, dal Regno Unito all’Ucraina, a bruciare sono anche aree di solito meno colpite, in cui l’assenza di precipitazioni e la conseguente siccità sono manna per i piromani.

Sta oramai diventando una consuetudine ma non si erano mai avuti incendi di così grande entità; dall’inizio dell’anno infatti, sono oltre 800.000 gli ettari di foresta bruciati in Europa, quattro volte la media annuale riscontrata dal 2006 al 2021.

Purtroppo oltre alla perdita di aree boschive, anche la fauna sta subendo danni enormi che, a seconda della specie colpita, impiegheranno anni se non decenni per essere cancellati.

La testuggine è uno degli animali più sensibili al fuoco e, a causa della sua biologia (sedentarietà, longevità, maturazione tardiva, ecc), è anche quello che impiega maggior tempo per riabilitare la popolazione.

In un incendio nella località turistica turca di Marmaris, i volontari di un’associazione di salvataggio hanno trovato una testuggine che non rispondeva ad alcuno stimolo, nonostante non fosse deceduta. Affidata ai veterinari della clinica mobile Vetbus, è stata diagnosticato un avvelenamento da monossido di carbonio. Per farle riacquistare vitalità, è stata utilizzata l’ossigenoterapia e così, quando si sarà completamente ripresa, potrà essere rilasciata nel suo ambiente naturale.

Secondo uno studio condotto nella scorsa primavera, se nelle tre settimane successive all’incendio viene osservata una mortalità diretta del 40%, allora quasi il 60% degli esemplari che vivono in quell’area è sicuramente morto.

 

Fonte: SOPTOM-CRCC (Facebook)

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