I labirinti ossei delle tartarughe sono più grandi della media: una scoperta che cambierebbe la loro evoluzione

17 ottobre 2022

Un team internazionale di ricercatori ha scoperto che le tartarughe non solo hanno orecchie interne relativamente grandi, ma hanno anche un labirinto osseo inaspettatamente grande. Nel loro articolo pubblicato sulla rivista scientifica peer-reviewed “Nature Communications“, il gruppo con a capo il paleontologo Serjoscha W. Evers descrive lo studio effettuato su più specie di tartarughe e testuggini, sia viventi che estinte.

Il labirinto, in termini biologici, è una struttura ossea situata all’interno dell’orecchio interno della maggior parte degli animali ed è l’organo che rende possibile l’equilibrio. Per prima cosa, in questo nuovo lavoro, i ricercatori hanno notato che la maggior parte degli studi passati sul labirinto è stata condotta sui mammiferi e dunque, per saperne di più sulla struttura e sulla sua storia di sviluppo nei rettili, il team ha concentrato la propria attenzione sulle tartarughe.

Sono state studiate ben 143 specie, di cui 90 ancora esistenti e 53 estinte, che hanno portato a un risultato per certi versi inatteso. La dimensione del labirinto infatti, è risultata essere cresciuta nei millenni fino a una grandezza superiore, relativamente parlando, a quella della maggior parte degli altri vertebrati e paragonabile a quella degli uccelli.

Le ricerche precedenti suggerivano che la dimensione è generalmente dettata dall’ambiente in cui vive l’animale e dunque i volatili avrebbero un grande labirinto su entrambi i lati del capo per facilitare l’equilibrio durante il volo. I risultati su questi rettili però, vanno in direzione opposta dato che le tartarughe non sono note per essere delle abili nuotatrici e quindi non ci si aspettava un labirinto così grande.

Quanto scoperto suggerisce che ad avere un impatto sulle dimensioni di tale struttura non è solo il fattore ambientale. I ricercatori inoltre, hanno visto che la forma del labirinto nelle tartarughe e nelle testuggini non è correlata all’ecologia, un ulteriore aspetto che contraddice le teorie secondo cui la forma gioca un ruolo chiave nella segnalazione comportamentale.

C’è comunque da sottolineare quanto comunicato anche dai ricercatori stessi e cioè l’importanza di dover studiare un gruppo più ampio di animali prima di poter trarre conclusioni sulle caratteristiche anatomiche.

È possibile approfondire lo studio al seguente link: “Independent origin of large labyrinth size in turtles

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