Nel bacino del fiume Ticino, nel territorio di Cerano (Novara), è stata installata una barriera di circa 800 metri, la più estesa finora realizzata in Italia per la tutela della testuggine palustre europea (Emys orbicularis), specie autoctona delle zone umide oggi in forte regressione in gran parte del suo areale.
L’intervento non rappresenta soltanto un’opera di contenimento, ma una vera e propria infrastruttura ecologica di supporto a un progetto di ripopolamento. La barriera, alta circa 70 centimetri e parzialmente interrata, delimita un’area umida ripristinata e selezionata per le sue caratteristiche ambientali favorevoli: buona esposizione solare, acque lentiche (ecosistemi d’acqua dolce caratterizzati da assenza di corrente o flusso molto lento), vegetazione idonea alla termoregolazione e siti adatti alla deposizione delle uova.
Una specie simbolo delle zone umide europee
Emys orbicularis è l’unica testuggine palustre autoctona dell’Italia settentrionale e centrale. È inserita nella Direttiva Habitat (Allegato II e IV) ed è considerata “Near Threatened” dalla IUCN, mentre a livello nazionale è classificata in uno stato di conservazione sfavorevole in diverse regioni.
Il declino della specie è legato principalmente a:
- distruzione e frammentazione delle zone umide
- canalizzazione dei corsi d’acqua
- inquinamento e alterazione del regime idrico
- competizione con specie esotiche invasive, in particolare Trachemys scripta
- predazione dei nidi da parte di fauna opportunista
Negli ultimi decenni, la riduzione degli ambienti palustri naturali ha comportato una drastica contrazione delle popolazioni, spesso isolate e demograficamente fragili.
Perché una barriera?
La struttura installata nel Ticino ha una funzione strategica multipla:
- Limitare la dispersione degli individui reintrodotti, aumentando la probabilità di insediamento stabile.
- Impedire l’ingresso di specie alloctone invasive, che competono per risorse e siti di basking.
- Proteggere l’habitat ripristinato, riducendo l’impatto di mammiferi come la nutria.
Dal punto di vista biologico, l’area è stata scelta anche per garantire condizioni termiche favorevoli alla nidificazione. Nelle testuggini, infatti, il sesso dei neonati è determinato dalla temperatura di incubazione: temperature più elevate tendono a produrre una maggiore proporzione di femmine, elemento fondamentale per la crescita di una popolazione in fase di rafforzamento.
Reintroduzione e gestione attiva
La barriera installata nel Ticino è solo una parte di una strategia di conservazione coordinata e a lungo termine. Quest’intervento rientra nel quadro più ampio del progetto ECO4Ticino, un’iniziativa promossa per la riqualificazione ecologica del corridoio fluviale del Ticino, con particolare attenzione alla tutela della biodiversità autoctona e alla ricostruzione di popolazioni fragili come quelle delle testuggini palustri europee.
Un ruolo centrale in questo progetto è svolto dal Centro Emys Piemonte, una struttura specializzata nell’allevamento e riproduzione, cura e preparazione alla reintroduzione di giovani testuggini palustri. Il centro fa parte della rete di partner che lavorano su progetti LIFE e azioni di conservazione attiva della fauna acquatica in Italia.
Nel centro, le giovani Emys orbicularis vengono allevate in condizioni controllate fino ai 2–3 anni di età, un’età in cui il rischio di mortalità naturale è molto più basso rispetto ai primi mesi di vita. Questo tipo di allevamento mirato è fondamentale perché le prime fasi della vita delle testuggini sono quelle con il tasso di mortalità più alto, soprattutto in presenza di predatori e competitori esotici.
Le attività del Centro Emys Piemonte includono:
- Accoglienza e gestione sanitaria dei giovani esemplari allevati in cattività o provenienti da ripopolamenti di altre aree;
- Ottimizzazione delle condizioni di incubazione per favorire un corretto sviluppo fisico e una migliore performance fisiologica;
- Monitoraggio comportamentale, per assicurare che gli animali mantengano capacità naturali di termoregolazione, alimentazione autonoma e reazione agli stimoli ambientali;
- Preparazione al rilascio, con fasi di acclimatazione graduale all’ambiente esterno.
La sinergia tra infrastrutture fisiche (come la barriera lungo il Ticino) e queste attività biologiche di supporto rappresenta un modello avanzato di conservazione integrata. L’approccio combinato aumenta le probabilità non solo di incrementare numericamente la popolazione locale, ma di favorire una struttura demografica equilibrata e resiliente nel lungo termine.
Inoltre, grazie al coordinamento di partner istituzionali, enti locali, associazioni ambientaliste e università, il progetto incorpora anche monitoraggi scientifici periodici: attraverso censimenti, campionamenti genetici e tracciamento delle popolazioni rilasciate, gli esperti possono valutare l’efficacia delle misure adottate e modulare gli interventi futuri.
Perché questo è uno spartiacque nella conservazione di Emys orbicularis
La combinazione di:
- ripristino di habitat,
- protezione fisica mediante barriere ecologiche,
- allevamento mirato di giovani individui,
- monitoraggio sanitario e comportamentale,
crea un modello pilotabile anche in altre aree italiane ed europee dove la specie è in declino. La barriera di Cerano non è quindi un semplice elemento di protezione, ma un tassello di una strategia che coordina biologia della conservazione e gestione del territorio.
Oltre il Ticino: cosa insegna questo intervento
Il progetto del Ticino dimostra che la conservazione delle testuggini autoctone richiede un approccio integrato: ripristino dell’habitat, controllo delle specie invasive, allevamento mirato e monitoraggio scientifico continuo.
In un Paese dove oltre il 60% delle zone umide storiche è stato alterato o scomparso, interventi di questo tipo possono rappresentare una linea guida per la tutela delle popolazioni residue di Emys orbicularis e di altre specie legate agli ambienti fluviali.




