Una donna proveniente dalla Cina è stata fermata all’aeroporto di Kaohsiung, a Taiwan, mentre tentava di introdurre illegalmente decine di tartarughe vive nascoste sotto gli abiti. Secondo quanto riportato dalle autorità doganali locali, l’odore insolito proveniente dalla passeggera avrebbe insospettito gli agenti durante i controlli aeroportuali.
Durante l’ispezione sono stati trovati 58 esemplari vivi legati alle cosce e nascosti sotto la gonna tramite fasce elastiche e sacchetti in rete. Le tartarughe, 43 esemplari appartenente alla specie Testudo hermanni e 15 appartenenti alla specie Chelonoidis carbonaria, erano immobilizzate direttamente sul corpo della donna per cercare di eludere i controlli di sicurezza.
Specie rare e mercato illegale
Secondo i media taiwanesi, gli animali sequestrati apparterrebbero a specie di testuggini terrestri molto richieste nel commercio illegale di fauna selvatica asiatico. Le immagini diffuse dalle autorità mostrano decine di piccoli cheloni avvolti singolarmente e fissati lungo le gambe della donna, una modalità di trasporto che può provocare forte stress, disidratazione e lesioni agli animali.
La passeggera rischia ora accuse legate alla violazione delle norme doganali e delle leggi sulla protezione della fauna selvatica.
Il traffico di tartarughe resta una delle principali minacce globali
Il caso di Taiwan rappresenta solo uno degli ultimi episodi di un fenomeno internazionale in continua crescita. Tartarughe terrestri, palustri e anche marine continuano infatti a essere tra i rettili più trafficati al mondo.
Negli ultimi anni il mercato illegale si è spostato sempre più verso piattaforme online, collezionismo privato e commercio internazionale di specie rare, spesso destinate ad allevamenti clandestini o al mercato degli animali esotici.
L’Asia orientale rappresenta uno dei principali hub mondiali di questo traffico, sia come area di domanda sia come zona di transito per animali provenienti da Africa, Sud-est asiatico e America. Molte specie particolarmente ricercate possono raggiungere valori di migliaia di euro per singolo esemplare.
Un fenomeno che colpisce soprattutto le specie più vulnerabili
Le tartarughe sono particolarmente esposte al rischio di sovrasfruttamento perché caratterizzate da crescita lenta, maturità sessuale tardiva e basso tasso riproduttivo. Anche il prelievo di pochi individui adulti può avere conseguenze molto pesanti sulle popolazioni naturali.
Secondo la IUCN, oltre la metà delle specie di tartarughe del pianeta risulta oggi minacciata di estinzione, rendendo i cheloni uno dei gruppi vertebrati più vulnerabili al traffico illegale e alla perdita di habitat.
E proprio sequestri come quello avvenuto a Taiwan mostrano quanto il commercio clandestino continui ancora oggi a rappresentare una delle emergenze più gravi per la conservazione globale delle tartarughe.




