1 aprile 2020 - novenoved

Nessun nesso tra le deposizioni di massa delle tartarughe ed il COVID-19

Odisha, stato dell’India orientale, è nota in tutto il mondo per ospitare ogni anno le deposizioni in massa delle Lepidochelys olivacea sulle tranquille spiagge del “Gahirmatha Marine Wildlife Sanctuary”. Tuttavia, gli ambientalisti marini e lo stesso dipartimento forestale sono stati sorpresi dalle nidificazioni di massa avvenute in pieno giorno.

«L’ultima volta che le tartarughe marine avevano deposto qui alla luce del sole era nel 2013. Questo marzo è stato speciale in quanto abbiamo visto gli esemplari nidificare di giorno e di notte in egual misura» ha riferito un ufficiale forestale.

Quest’anno la prima “Arribada” si è verificata soltanto il 14 marzo mentre di solito avevano inizio nella terza settimana di febbraio; tale ritardo è stato causato dalle piogge torrenziali che hanno interessato questa regione.

Questo ritardo dovuto al clima ha fatto si che le attività di nidificazione coincidessero coi blocchi annunciati dal governo a causa del virus COVID-19. Nonostante ciò abbia ridotto a zero il numero di turisti presenti su queste spiagge, molti esperti hanno negato che il blocco abbia avuto qualche impatto sull’arrivo delle tartarughe marine.

«L’unica possibile conseguenza del blocco è la riduzione dei danni alle uova ma c’è anche da sottolineare che, in assenza di attività umana, possono aumentare gli attacchi da parte di parassiti e predatori» ha dichiarato un ambientalista di Bhubaneswar.

Questa tesi è sostenuta anche dai ricercatori del Wildlife Institute of India: «E’ totalmente assurdo pensare che le tartarughe stessero rispondendo al blocco, loro rispondono rigorosamente a determinate variabili ambientali. Sui social stanno cavalcando l’onda, speculando sul “reclamo delle spiagge” da parte delle tartarughe».