Negli Stati Uniti le autorità federali hanno avviato una vasta operazione contro il traffico illegale di tartarughe d’acqua dolce, un fenomeno spesso poco conosciuto dal grande pubblico ma considerato una delle principali minacce globali per molti cheloni nordamericani.
Al centro dell’indagine c’è Donald Do, uomo residente a Daly City, in California, arrestato con accuse federali legate al traffico internazionale di fauna selvatica. Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, tra il 2022 e il 2024 avrebbe tentato di esportare illegalmente 292 esemplari di Sternotherus minor, specie conosciuta come “loggerhead musk turtle”, verso Taiwan.
Secondo gli investigatori, gli animali sarebbero stati prelevati illegalmente in Florida e in altri Stati americani per poi essere falsamente dichiarati come allevati in cattività al fine di ottenere permessi di esportazione.
Il traffico di tartarughe verso l’Asia
Le tartarughe nordamericane sono da anni al centro di un vasto commercio illegale internazionale, alimentato soprattutto dal mercato asiatico degli animali da compagnia e, in alcuni casi, anche dal commercio alimentare e tradizionale.
Specie piccole, rare o caratterizzate da colorazioni particolari possono raggiungere valori molto elevati sul mercato nero. La Sternotherus minor, specie acquatica originaria del sud-est degli Stati Uniti, è particolarmente ricercata nel commercio terraristico per le sue dimensioni contenute e l’aspetto caratteristico.
Nel novembre 2022 la specie è stata inserita negli elenchi CITES, la convenzione internazionale che regolamenta il commercio delle specie minacciate, proprio a causa della crescente pressione legata al prelievo in natura.
Secondo l’accusa, Donald Do avrebbe dichiarato falsamente di aver allevato personalmente gli animali, mentre in realtà acquistava esemplari catturati illegalmente in ambiente naturale. Gli investigatori sostengono inoltre che fosse disposto ad acquistare animali “wild caught”, cioè prelevati direttamente dalla natura.
L’operazione “Southern Hot Herps”
L’indagine rientra nella più ampia operazione federale denominata “Operation Southern Hot Herps”, coordinata dal U.S. Fish and Wildlife Service insieme a diverse agenzie statali e federali per contrastare il bracconaggio di rettili nel sud-est degli Stati Uniti.
Parallelamente all’arresto in California, le autorità hanno incriminato anche Albert Bazaar, uomo della Louisiana accusato di aver raccolto illegalmente oltre 1.700 Sternotherus minor, più di 100 Sternotherus peltifer e diversi esemplari di Kinosternon baurii in Florida. Gli animali sarebbero poi stati destinati al traffico internazionale.
Secondo i documenti giudiziari, il valore delle tartarughe trafficate avrebbe superato i 550.000 dollari nel mercato asiatico.
Le tartarughe d’acqua dolce tra i vertebrati più minacciati
Le tartarughe d’acqua dolce rappresentano oggi uno dei gruppi di vertebrati più minacciati al mondo. Distruzione degli habitat, inquinamento, raccolta illegale e commercio internazionale stanno causando il declino di numerose specie in Asia, America e Africa.
A differenza delle tartarughe marine, il traffico illegale dei cheloni d’acqua dolce riceve spesso meno attenzione mediatica, nonostante coinvolga migliaia di animali ogni anno.
Il caso emerso negli Stati Uniti mostra ancora una volta quanto il commercio internazionale di rettili possa avere un impatto diretto sulle popolazioni selvatiche, soprattutto quando gli animali vengono prelevati direttamente dagli ecosistemi naturali per alimentare il mercato globale degli animali esotici.
Credit foto in evidenza: R Andrew Odum/Getty Images




