Il 23 maggio, in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe, il progetto LIFE URCA ProEmys inaugura una nuova stagione dedicata alla conservazione della Emys orbicularis, la testuggine palustre europea, una delle specie autoctone più minacciate degli ambienti umidi italiani.
Tra inaugurazioni di centri di riproduzione, attività divulgative e nuovi ripopolamenti in natura, l’“Emys Day” 2026 coinvolgerà numerose realtà italiane ed europee con l’obiettivo di far conoscere una specie spesso poco nota al grande pubblico ma fondamentale per la biodiversità delle zone umide.
Due nuovi centri per la conservazione della Emys orbicularis
Cuore delle iniziative italiane saranno due strutture in Emilia-Romagna realizzate o potenziate grazie al progetto LIFE URCA ProEmys, coordinato dal WWF Italia.
Il primo è il Centro Emys La Francesa, a Fossoli di Carpi (MO), struttura già esistente ma rimasta inattiva per anni e ora completamente riattivata e ampliata. Il centro ospita vasche dedicate agli adulti riproduttori e all’accrescimento dei giovani esemplari nei primi anni di vita, con aree protette anche dalla predazione aviaria e spazi destinati alla deposizione delle uova.
Il secondo è il CRA – Centro Rettili e Anfibi della Pianura di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, realtà attiva già dal 2010 nella conservazione di anfibi e rettili delle aree umide della pianura emiliana. Grazie agli interventi del progetto LIFE sono state aggiunte nuove vasche protette e strutture dedicate alla riproduzione della testuggine palustre europea.
Entrambi i centri sorgono all’interno di siti della rete Natura 2000 e rappresentano un tassello importante per il rafforzamento delle popolazioni autoctone italiane.
Ripopolamenti e tutela degli ambienti umidi
La Giornata Mondiale delle Tartarughe coincide anche con l’avvio del periodo dei ripopolamenti in natura. Tra i primi appuntamenti previsti c’è quello del 27 maggio all’Oasi WWF “Valloni” di Villanova d’Albenga, in Liguria, dove saranno rilasciati giovani esemplari nati nel Centro Emys di Leca e allevati durante il primo anno di vita presso l’Acquario di Genova.
Questi progetti puntano non solo ad aumentare il numero di individui presenti in natura, ma anche a mantenere la diversità genetica delle popolazioni locali, aspetto fondamentale per la sopravvivenza a lungo termine della specie.
Negli ultimi decenni la Emys orbicularis ha infatti subito un forte declino in gran parte dell’Europa occidentale a causa della distruzione e frammentazione delle zone umide, dell’inquinamento e della diffusione di specie aliene invasive come la Trachemys scripta, introdotta attraverso il commercio di animali da compagnia.
Una specie simbolo delle zone umide europee
Emys orbicularis è la principale testuggine palustre autoctona diffusa nella penisola italiana e una delle specie simbolo degli ambienti umidi europei. Vive in stagni, paludi, canali e ambienti umidi a lenta corrente, ecosistemi oggi tra i più minacciati e alterati dall’attività umana.
La specie presenta una biologia particolarmente delicata: le femmine raggiungono la maturità sessuale anche dopo 10-15 anni e depongono poche uova per covata, mentre la mortalità dei piccoli è molto elevata a causa della predazione naturale.
Per questo la conservazione delle popolazioni richiede tempi lunghi, monitoraggi costanti e una gestione attenta degli habitat.
Un progetto internazionale per la biodiversità europea
Il progetto LIFE URCA ProEmys coinvolge partner italiani e sloveni, tra università, enti gestori di aree protette e centri scientifici, con il sostegno del programma LIFE dell’Unione Europea.
Le iniziative dell’Emys Day 2026 non si limiteranno all’Italia: eventi divulgativi e attività dedicate alla conservazione della specie si svolgeranno anche in Francia, Polonia, Portogallo, Serbia, Slovenia e Turchia, con il supporto della campagna europea “Wetlands for Life” promossa da EAZA.
Un segnale importante per una specie che, pur vivendo spesso in ambienti vicini all’uomo, continua a restare poco conosciuta rispetto ad altri cheloni più iconici. E che oggi rappresenta uno dei simboli più fragili della conservazione delle zone umide europee.
Credit foto in evidenza: Pino Piccardo




