Un video pubblicato nelle scorse ore dalla pagina social Welcome to Favelas ha riportato l’attenzione su una specie che, periodicamente, torna a far parlare di sé anche nel Lazio. Le immagini mostrano una tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) rinvenuta sulla spiaggia di Tor San Lorenzo, sul litorale romano. L’animale si trovava a riva mentre le onde lo respingevano verso la battigia. Successivamente alcuni bagnanti lo hanno recuperato e sistemato in un contenitore di plastica. Sebbene le informazioni ufficiali sull’accaduto siano al momento limitate, il video ha rapidamente attirato l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori.
La presenza di una tartaruga azzannatrice in ambiente marino rappresenta un evento insolito. Questa specie, originaria del Nord America, vive infatti in acque dolci come fiumi, laghi, paludi e canali. La sua comparsa lungo una spiaggia laziale suggerisce quindi che l’esemplare possa essere stato trasportato accidentalmente da corsi d’acqua interni dove, probabilmente, è stato precedentemente rilasciato o abbandonato da parte dell’uomo. In Italia la detenzione della specie è vietata dal 1996, poiché inserita tra gli animali potenzialmente pericolosi per l’incolumità pubblica.
Il caso di Tor San Lorenzo non è purtroppo isolato. Negli ultimi anni il Lazio è stato protagonista di numerosi recuperi di Chelydra serpentina. Solo pochi mesi fa un esemplare è stato rinvenuto nella Palude di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri, mentre negli anni precedenti diversi individui erano stati recuperati nell’area romana e nella provincia di Latina. Nel 2023 addirittura furono cinque i ritrovamenti nella provincia di Roma in meno di cinque mesi, un dato che evidenziava come il fenomeno degli abbandoni fosse tutt’altro che sporadico.
La tartaruga azzannatrice è un predatore opportunista dotato di un morso decisamente potente. Sebbene non sia un animale aggressivo verso l’uomo se lasciato indisturbato, può reagire con grande rapidità quando si sente minacciato. La sua introduzione negli ecosistemi italiani rappresenta inoltre un potenziale rischio per la fauna autoctona, in particolare per pesci, anfibi e piccoli vertebrati. Per questo motivo ogni segnalazione dovrebbe essere immediatamente comunicata alle autorità competenti, evitando manipolazioni improvvisate che potrebbero risultare pericolose sia per le persone sia per l’animale stesso.
In attesa di eventuali comunicazioni ufficiali sul destino dell’esemplare di Tor San Lorenzo, l’episodio ricorda ancora una volta come il fenomeno degli animali esotici rilasciati in natura continui a rappresentare una problematica concreta. E il Lazio, ormai da anni, si conferma una delle regioni italiane in cui i ritrovamenti di tartarughe azzannatrici vengono segnalati con maggiore frequenza.




