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La Gopherus polyphemus ora è “Critically Endangered”: nuovo allarme per una specie chiave degli USA

Arturo Inturri by Arturo Inturri
21 Agosto 2026
in News, News dal mondo
La Gopherus polyphemus ora è “Critically Endangered”: nuovo allarme per una specie chiave degli USA
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Per decenni è stata uno degli animali simbolo degli ecosistemi del sud-est degli Stati Uniti. Scava profonde tane nei terreni sabbiosi, modifica il proprio ambiente e offre rifugio a centinaia di altre specie. Oggi, però, la gopher tortoise, Gopherus polyphemus, è stata riclassificata dalla IUCN come “Critically Endangered”, la categoria che precede l’estinzione in natura.

La nuova valutazione rappresenta un cambiamento enorme rispetto al precedente status globale della specie, che risaliva al 1996, quando era classificata come Vulnerable. La valutazione pubblicata nell’ambito dell’aggiornamento 2026 della Lista Rossa IUCN descrive infatti un quadro molto più preoccupante: secondo gli esperti, la popolazione globale avrebbe subito una riduzione di almeno l’80% nell’arco delle ultime tre generazioni, mentre il declino potrebbe superare il 95% nel corso delle prossime tre.

Non è soltanto una testuggine

La Gopherus polyphemus vive negli Stati Uniti sud-orientali ed è strettamente legata ad ambienti terrestri asciutti, sabbiosi e ben drenati. Qui scava tane profonde che utilizza come rifugio dalle temperature estreme, dagli incendi e dai predatori.

Ma quelle tane non appartengono soltanto a lei.

Secondo la Florida Fish and Wildlife Conservation Commission, oltre 350 specie beneficiano delle tane scavate dalla suddetta testuggine. Tra queste figurano rettili, anfibi, mammiferi, insetti e altre specie che utilizzano questi rifugi per proteggersi e sopravvivere alle condizioni più difficili. Proprio per questa capacità di sostenere un’intera comunità animale, la specie viene considerata una keystone species, una specie chiave dell’ecosistema.

La sua scomparsa, quindi, non riguarderebbe soltanto una testuggine.

Ogni perdita di popolazioni può significare anche la progressiva scomparsa di una rete di rifugi utilizzata da centinaia di altri animali. Una Gopherus polyphemus sana e diffusa contribuisce infatti a mantenere habitat dai quali dipende una comunità biologica molto più ampia.

Il problema è soprattutto la scomparsa dell’habitat

La principale minaccia individuata dalla nuova valutazione è la perdita e il degrado degli ambienti in cui la specie vive.

Le aree preferite dalla “gopher tortoise” — terreni elevati, asciutti e sabbiosi — sono spesso le stesse interessate dall’espansione urbana, dalla costruzione di infrastrutture e dalla trasformazione del territorio. La distruzione e la frammentazione dell’habitat riducono progressivamente lo spazio disponibile e isolano le popolazioni rimaste.

A questo si aggiunge un altro elemento fondamentale: molti degli ecosistemi frequentati dalla specie dipendono da regimi naturali di disturbo, in particolare dagli incendi periodici. La loro alterazione può modificare la struttura della vegetazione e ridurre la qualità dell’habitat disponibile per la testuggine. Studi recenti hanno infatti collegato il declino della specie alla distruzione, frammentazione e degradazione degli habitat, anche attraverso modifiche antropiche dei naturali regimi del fuoco.

La nuova classificazione IUCN non descrive quindi una minaccia improvvisa.

Racconta piuttosto il risultato di un processo che, in molte aree, continua da generazioni: sempre meno habitat adatto, popolazioni sempre più isolate e una specie longeva che può continuare a sopravvivere anche mentre le condizioni necessarie per il suo futuro si deteriorano progressivamente.

“Critically Endangered” non significa la stessa cosa in ogni lista

La nuova classificazione potrebbe però creare confusione.

Il fatto che la IUCN consideri oggi la specie Critically Endangered non significa che il suo status legale sia automaticamente cambiato negli Stati Uniti. La Lista Rossa IUCN e le normative nazionali o statali utilizzano infatti strumenti diversi e possono arrivare a classificazioni differenti.

In Florida, per esempio, la Gopherus polyphemus continua a essere indicata come specie Threatened e sia gli animali sia le loro tane sono protetti dalla legge statale. È vietato ucciderli, disturbarli o danneggiarne le tane e le uova; prima di alcuni interventi di trasformazione del territorio sono inoltre previste specifiche autorizzazioni e procedure di gestione.

Anche a livello federale la situazione è articolata. Nel 2022 lo U.S. Fish and Wildlife Service ha stabilito che la popolazione orientale non richiedeva, in quel momento, l’inserimento tra le specie federali protette ai sensi dell’Endangered Species Act, mentre la popolazione occidentale continua a essere classificata come Threatened.

Non si tratta necessariamente di una contraddizione.

Le diverse valutazioni possono considerare popolazioni differenti, scale geografiche diverse e criteri distinti. La nuova valutazione IUCN, in particolare, prende in esame il rischio di estinzione della specie su scala globale e utilizza anche proiezioni che guardano a più generazioni.

Un allarme che arriva dopo trent’anni

C’è un altro dato che rende questo aggiornamento particolarmente significativo: lo status globale della Gopherus polyphemus non veniva rivisto dalla metà degli anni Novanta.

Nel 1996 la specie era stata valutata come Vulnerable. Trent’anni dopo, la nuova analisi la colloca direttamente nella categoria Critically Endangered, sulla base di un declino storico stimato in almeno l’80% e di proiezioni estremamente preoccupanti per il futuro.

Questo non significa che ogni popolazione sia prossima alla scomparsa immediata. La situazione varia infatti notevolmente nelle diverse parti dell’areale. Ma la valutazione evidenzia un problema che i numeri locali, osservati separatamente, rischiano talvolta di nascondere: una specie può apparire ancora relativamente comune in alcune aree e, allo stesso tempo, essere in forte declino quando si osserva il suo futuro sull’intero areale.

La longevità della Gopherus polyphemus può inoltre rendere questo processo meno evidente. Gli adulti possono sopravvivere a lungo anche in paesaggi sempre più degradati, mentre il ricambio generazionale e la capacità delle popolazioni di persistere nel tempo vengono progressivamente compromessi.

Proteggere una tana significa proteggere molto di più

Forse è proprio questo l’aspetto più importante della nuova classificazione.

La conservazione della Gopherus polyphemus non riguarda soltanto il destino di una singola specie. Significa preservare gli ecosistemi sabbiosi del sud-est degli Stati Uniti e la complessa rete di animali che dipende dalle tane che essa continua a scavare.

Ogni tana può diventare un rifugio. Ogni popolazione sana contribuisce a mantenere un intero sistema di relazioni ecologiche.

Per questo la nuova classificazione IUCN non dovrebbe essere letta soltanto come un nuovo nome aggiunto alla lista delle specie in pericolo.

È soprattutto un avvertimento.

Quando perdiamo una specie chiave, non perdiamo mai soltanto quella specie.

Tags: conservazionegopherus polyphemusiucnred listtartarugatartaruga terrestretartarughetestuggineusa

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