Le intense mareggiate e il brusco abbassamento delle temperature che hanno interessato l’Adriatico nei primi giorni di novembre stanno accompagnando un aumento dei ritrovamenti di tartarughe marine lungo le coste di Emilia-Romagna e Marche. Il 3 novembre 2026, Fondazione Cetacea ha lanciato un appello ai cittadini, segnalando numerosi spiaggiamenti, sia di animali già deceduti sia di esemplari ancora vivi ma in condizioni di difficoltà. Le informazioni diffuse nelle ore successive hanno permesso di delineare meglio la situazione marchigiana: oltre dieci tartarughe sono state rinvenute lungo la costa regionale nell’arco di due giorni, ma il bilancio comprende anche due recuperi riusciti.
I due esemplari, giovani tartarughe comuni (Caretta caretta), sono stati individuati sul litorale di Civitanova Marche (MC) e recuperati ancora vivi, sebbene fortemente debilitati. Chiamati Kimi e Akrim, sono stati trasferiti al Centro di Recupero di Fondazione Cetacea a Riccione, dove si trovano sotto osservazione e ricevono le cure necessarie. Kimi, recuperata il 3 novembre, presentava inoltre una vasta ferita in corrispondenza delle pinne anteriori. Secondo le spiegazioni fornite dai referenti della Fondazione, il rapido calo termico può favorire condizioni di ipotermia, riducendo la capacità degli animali di nuotare attivamente e lasciandoli maggiormente esposti all’azione delle correnti. Le mareggiate potrebbero aver contribuito a spingere gli esemplari verso la costa, anche contro le strutture frangiflutto. Si tratta di fattori plausibili, che non possono tuttavia essere considerati la causa accertata di ogni singolo ritrovamento.
La Fondazione Cetacea invita a non sottovalutare nessuna tartaruga rinvenuta sulla spiaggia, anche quando sembra priva di vita: un animale immobile potrebbe essere ancora vivo, seppure in condizioni critiche. È quindi fondamentale non manipolarlo e non tentare di riportarlo autonomamente in mare, ma contattare tempestivamente gli operatori. Per le segnalazioni lungo le coste interessate sono disponibili il numero emergenze della Fondazione Cetacea, 334 568 8320, e il 1530 della Guardia Costiera. Anche il ritrovamento di un esemplare deceduto deve essere comunicato: ogni segnalazione contribuisce a documentare il fenomeno e a consentire una corretta gestione degli animali.




