Quando gli agenti hanno aperto l’auto sequestrata al confine tra Stati Uniti e Messico, hanno trovato un dettaglio impossibile da ignorare: una delle federe nascoste nell’abitacolo si muoveva. All’interno di un compartimento occulto, dietro il sedile posteriore, erano stati nascosti 69 rettili vivi. Secondo le autorità statunitensi, quella scoperta avrebbe portato alla luce l’ultimo capitolo di un presunto traffico di fauna durato anni e sviluppato attraverso il confine tra Messico e Stati Uniti.
La vicenda è emersa a San Diego nell’ambito di un’indagine condotta dallo U.S. Fish and Wildlife Service. Due persone sono state accusate a livello federale di aver partecipato a un presunto sistema di traffico di rettili esotici iniziato almeno nel 2023, con animali introdotti illegalmente negli Stati Uniti e altri trasferiti nella direzione opposta. Entrambi gli imputati hanno dichiarato di non essere colpevoli delle accuse contestate.
Una scoperta arrivata quasi per caso
Il 10 agosto 2026, Georgina Bribiesca Chavez, sessantaseienne residente a Tijuana, si è presentata al valico di San Ysidro chiedendo di entrare negli Stati Uniti. Durante il controllo, gli agenti hanno scoperto che a suo carico risultava un mandato di arresto collegato a una più ampia indagine sul traffico di fauna.
L’auto, una Volkswagen rossa, è stata sequestrata. Solo il giorno successivo gli agenti incaricati di ispezionare il veicolo hanno scoperto un compartimento nascosto dietro il sedile posteriore. All’interno c’erano diverse federe chiuse con nodi e sigillate con nastro adesivo. Una di queste si muoveva.
Quando il personale specializzato le ha aperte, ha trovato 60 lucertole del genere Abronia, quattro vipere velenose della specie Bothriechis aurifer, tre caimani, un giovane coccodrillo e un serpente indaco. Gli animali sopravvissuti sono stati trasferiti allo San Diego Zoo per essere esaminati e gestiti dal personale specializzato.
Trasformati in pacchi
La scoperta colpisce soprattutto per il modo in cui gli animali venivano trasportati.
Non in strutture idonee, ma in federe annodate e sigillate, nascoste in uno spazio ricavato all’interno di un’automobile. Per le autorità, diversi degli animali recuperati appartengono inoltre a specie protette da accordi internazionali a causa del loro stato di conservazione o del declino delle popolazioni.
Tre dei caimani non sono sopravvissuti. Secondo quanto riportato dalle autorità e da fonti giornalistiche locali, il veicolo è rimasto sequestrato all’aperto per quasi 24 ore e gli animali nascosti non erano stati segnalati agli agenti. Quando il compartimento è stato finalmente individuato, per loro non c’era più nulla da fare.
Dietro quelle federe, però, secondo gli investigatori, non ci sarebbe stato un episodio isolato.
Un’indagine durata circa 18 mesi
L’inchiesta sarebbe iniziata circa un anno e mezzo prima degli arresti e avrebbe documentato diversi passaggi della presunta attività di traffico. Gli investigatori avrebbero seguito gli spostamenti degli indagati e realizzato operazioni sotto copertura, oltre a documentare spedizioni di animali vivi attraverso strutture commerciali della contea di San Diego.
Secondo l’accusa, il sistema avrebbe consentito di acquistare, introdurre e rivendere rettili tra Messico e Stati Uniti, generando decine di migliaia di dollari di profitti. Salvador Pelayo, indicato dalle autorità come presunto complice di Chavez, era stato arrestato già a luglio e deve rispondere di accuse analoghe.
Ed è proprio in questa parte dell’indagine che compaiono anche alcune testuggini.
Quattro testuggini vendute sotto copertura, nessuna è sopravvissuta
Nel marzo 2025, secondo gli atti citati dalle autorità, un agente sotto copertura avrebbe acquistato quattro testuggini Terrapene carolina mexicana protette per 2.600 dollari. Gli animali sarebbero stati consegnati dopo essere stati introdotti negli Stati Uniti dal Messico.
Le quattro testuggini erano in cattive condizioni di salute e, secondo gli investigatori, presentavano problemi respiratori ed elementi compatibili con una possibile cattura in natura. Dopo il sequestro sono state affidate alle cure dello Oakland Zoo, ma entro maggio erano morte tutte.
In un altro episodio contestato nell’indagine, quattro testuggini tra Terrapene carolina mexicana e Terrapene carolina yucatana sarebbero state introdotte illegalmente negli Stati Uniti e successivamente spedite fino a New York utilizzando un falso nome.
Sono dettagli che mostrano una realtà spesso nascosta dietro il commercio di rettili: l’animale può continuare ad avere un valore economico anche quando le sue condizioni fisiche sono già gravemente compromesse.
Il confine come parte di una filiera
Questa vicenda arriva pochi mesi dopo un’altra importante condanna negli Stati Uniti. A maggio 2026, un uomo della California è stato condannato a 65 mesi di carcere per il traffico di almeno 1.700 animali, tra cui anche le due specie di testuggini del Messico e dello Yucatan, introdotti illegalmente da Messico, Hong Kong e altri Paesi. Le autorità hanno stimato un valore commerciale superiore a 739.000 dollari.
I due casi non sono collegati dalle autorità come parte della stessa organizzazione. Raccontano però lo stesso fenomeno: il confine non rappresenta necessariamente l’inizio o la fine del traffico, ma uno dei passaggi di una filiera che può coinvolgere cattura in natura, intermediari, trasporti clandestini, vendite online e acquirenti pronti a pagare cifre elevate per animali rari.
È una filiera nella quale la distanza tra un animale nel suo habitat e un annuncio di vendita può essere molto più breve di quanto immaginiamo.
Quando il valore di mercato cancella l’animale
Sessantanove rettili nascosti in un compartimento. Quattro testuggini acquistate per migliaia di dollari e morte nel giro di poche settimane. Tre caimani che non sono sopravvissuti al trasporto.
Sono numeri diversi, ma raccontano lo stesso problema.
Il traffico di fauna tende a ridurre animali biologicamente complessi a oggetti da spostare da un punto all’altro, valutandoli per rarità, richiesta e prezzo. La loro capacità di sopravvivere al viaggio diventa un rischio da calcolare, non necessariamente una priorità.
Le accuse in questo caso dovranno naturalmente essere valutate dal tribunale. Ma la scoperta di quella federa che si muove ha già mostrato qualcosa di molto concreto: dietro il commercio illegale di fauna non ci sono soltanto rotte e transazioni. Ci sono animali vivi trasformati in pacchi.
E qualche volta, quando quei pacchi vengono finalmente aperti, è già troppo tardi.




