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Tredici nidi in Sardegna, ma quanti sono quelli che non visti?

Arturo Inturri by Arturo Inturri
13 Settembre 2026
in News
Tredici nidi in Sardegna, ma quanti sono quelli che non visti?
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La stagione 2026 di Caretta caretta è sotto i record degli ultimi anni, ma resta sopra la media. E le numerose schiuse da nidi non individuati mostrano quanto sia difficile intercettare tutte le deposizioni lungo una costa così estesa.

L’estate 2026 ha portato in Sardegna almeno 13 nidi di Caretta caretta individuati e monitorati lungo le coste dell’isola. Un numero che non raggiunge i 21 nidi registrati nel 2025 né i 19 del 2023, ma che resta comunque superiore alla media degli ultimi anni: erano stati 11 nel 2021, appena uno nel 2022 e otto nel 2024, mentre nel 2020 se ne erano contati quattro. Il dato, quindi, non racconta una stagione eccezionale come quella dello scorso anno, ma conferma una presenza riproduttiva ormai tutt’altro che occasionale. E soprattutto apre una domanda meno immediata: quanti nidi sono stati effettivamente deposti sulle coste sarde? Perché il numero dei nidi conosciuti non coincide necessariamente con quello delle deposizioni avvenute.

A suggerirlo sono state proprio alcune delle schiuse di questa stagione. In più occasioni, infatti, la presenza delle tartarughine è stata la prima prova che una femmina aveva raggiunto quella spiaggia settimane prima. È successo anche a Museddu, nel territorio di Cardedu, dove a inizio settimana un nido fino a quel momento sconosciuto è stato scoperto soltanto quando una decina di piccole sono state notate da una signora mentre si aggiravano nei pressi di un chiosco, attratte dalle fonti luminose. Le loro tracce hanno permesso agli operatori di risalire al punto della deposizione e di mettere in sicurezza l’area. Un episodio analogo era già avvenuto a Cardedu poche settimane prima, quando circa 50 tartarughine erano emerse da un nido non individuato durante la deposizione e l’incubazione.

Il fenomeno è particolarmente significativo in una regione come la Sardegna. L’isola possiede una costa vastissima, con numerosi tratti sabbiosi poco frequentati, spiagge isolate e aree dove la presenza umana è molto meno intensa rispetto ai principali litorali turistici. Per una femmina di Caretta caretta, questo significa trovare ancora molte possibilità di raggiungere la terraferma e deporre le uova lontano dagli occhi delle persone. Per chi deve invece censire le nidificazioni, significa che una parte delle deposizioni può essere estremamente difficile da intercettare: la femmina arriva generalmente di notte, completa la deposizione e torna in mare, mentre il nido rimane nascosto sotto la sabbia per settimane. Già negli anni passati era stato sottolineato come l’assenza di un monitoraggio continuo di tutte le spiagge sarde potesse far sfuggire alcune nidificazioni.

Ed è proprio qui che il lavoro della Rete Regionale per la Conservazione della Fauna Marina della Sardegna assume un’importanza fondamentale. La rete permette di trasformare una semplice traccia sulla sabbia, l’avvistamento di una femmina o la segnalazione di alcune tartarughine in un intervento coordinato, coinvolgendo le strutture regionali e i diversi soggetti impegnati nella tutela della fauna marina. In questa stagione, come negli anni precedenti, sono stati proprio i cittadini a contribuire in più occasioni all’individuazione dei siti: una segnalazione tempestiva può fare la differenza tra una schiusa che passa inosservata e un nido che viene invece protetto e monitorato. È un sistema che dimostra quanto la conservazione non dipenda soltanto da chi lavora quotidianamente sul campo, ma anche dalla capacità di una comunità di riconoscere un segnale e sapere a chi comunicarlo.

I 13 nidi del 2026, quindi, vanno letti con attenzione. Sono un dato concreto, prezioso e indispensabile per seguire l’evoluzione della nidificazione di Caretta caretta in Sardegna, ma non rappresentano necessariamente l’intera stagione riproduttiva dell’isola. Alcune deposizioni possono essere state individuate e protette fin dall’inizio; altre possono essere state scoperte soltanto alla schiusa; altre ancora, soprattutto sulle spiagge più isolate, potrebbero non essere state intercettate affatto. Ed è forse proprio questa la parte più affascinante della stagione: mentre contiamo i nidi che conosciamo, la Sardegna potrebbe averne custoditi altri, invisibili, sotto la sabbia.

Tags: Caretta carettahatchlingsnidoSardegnaschiusetartarugatartaruga marinatartarughe

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