È rimasta per quasi un mese lontana dalle cronache l’operazione che ha portato al sequestro di otto testuggini Testudo marginata a Bono, nel territorio della provincia di Sassari.
L’intervento risale infatti all’11 agosto 2026, ma le autorità ne hanno dato comunicazione soltanto il due giorni fa, 9 settembre. A eseguire la perquisizione sono stati i Carabinieri della Stazione locale, insieme al Nucleo CITES dei Carabinieri di Cagliari e al personale CITES del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, sulla base di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nuoro.
Nel corso degli accertamenti, all’esterno dell’abitazione di una persona, all’interno di un’area recintata, sono stati individuati otto esemplari di Testudo marginata, specie presente naturalmente anche in Sardegna.
Gli animali, secondo quanto riferito dalle autorità, si trovavano in buono stato di nutrizione. Il sequestro, quindi, non nasce dalla constatazione di animali debilitati o gravemente malati, ma dalla situazione di detenzione e dall’assenza della documentazione prevista.
Il problema era la documentazione
La persona sottoposta agli accertamenti è stata denunciata per la detenzione di animali in condizioni ritenute incompatibili con la loro natura e per l’assenza dei prescritti certificati e delle licenze.
La Testudo marginata non è infatti una specie che può essere semplicemente raccolta, acquistata o mantenuta in cattività senza rispettare gli obblighi previsti dalla normativa.
Le tre specie di testuggini terrestri presenti in Italia — Testudo graeca, Testudo hermanni e Testudo marginata — sono tutelate dalla normativa CITES e dalla legislazione nazionale ed europea. Il Ministero dell’Ambiente sottolinea inoltre che gli individui detenuti o commerciati illegalmente possono essere sottoposti a confisca.
Per la Testudo marginata, in particolare, la normativa internazionale prevede una tutela attraverso la CITES e la specie è inserita negli allegati della normativa europea sulla protezione della fauna selvatica.
Questo significa che avere un recinto adeguato o mantenere gli animali in buone condizioni fisiche non è sufficiente a rendere lecita la detenzione: è necessario che anche la provenienza degli esemplari e la loro documentazione siano regolari.
Una specie simbolo della Sardegna
La vicenda assume un significato particolare anche per la specie coinvolta.
La testuggine marginata è una delle tre testuggini terrestri presenti sul territorio italiano ed è presente in natura soprattutto in Sardegna. Qui rappresenta una componente caratteristica della fauna dell’isola, ma proprio la sua presenza può rendere particolarmente delicato il confine tra animali nati e detenuti legalmente e individui prelevati dall’ambiente naturale.
Il Corpo Forestale della Sardegna ha già documentato in passato diversi casi di detenzione e commercio illegale di Testudo marginata. Il fenomeno non riguarda quindi soltanto il commercio internazionale di specie esotiche: anche le testuggini che fanno parte della fauna italiana possono diventare oggetto di prelievo, detenzione e commercio illegale.
Ora saranno trasferite a Bonassai
Le otto testuggini sono state poste sotto sequestro e, secondo quanto concordato con l’Autorità giudiziaria, saranno trasferite presso il Centro di Allevamento e Recupero Fauna Selvatica (C.A.R.F.S.) di Bonassai, nel territorio di Sassari.
Il trasferimento in una struttura autorizzata permetterà di garantire la custodia degli animali mentre proseguiranno gli accertamenti sulla loro situazione.
Per una specie protetta come Testudo marginata, infatti, il sequestro non rappresenta necessariamente la conclusione della vicenda. Quando vengono recuperati esemplari privi della documentazione richiesta, diventa fondamentale stabilirne origine, provenienza e status, anche per capire se e dove possano eventualmente essere ricollocati.
Le linee guida ministeriali sul ricollocamento delle testuggini terrestri sottolineano proprio la necessità di ricostruire, quando possibile, l’area di provenienza degli animali prima di qualsiasi eventuale ritorno in natura.
Quello di Bono è quindi un intervento che va oltre il semplice sequestro di otto animali: ricorda che, per le testuggini terrestri italiane, la tutela passa anche dalla tracciabilità degli esemplari.
Una testuggine può essere in buona salute e, allo stesso tempo, trovarsi illegalmente in quel recinto. E per proteggerla davvero, sapere da dove arriva può essere importante quanto sapere come sta.




