Castel Volturno vola ad undici nidi e la Sicilia registra ancora un “+1”

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22 luglio 2021

Quanto sta accadendo sul Litorale Domitio è la dimostrazione più che palese che i monitoraggi delle spiagge sono decisamente utili al fine di identificare le deposizioni di tartarughe marine sulle coste italiane, soprattutto in quelle poco antropizzate o dove la popolazione non è abituata al riconoscimento delle tracce di risalita dal mare, spesso confuse con quelle lasciate da imbarcazioni o oggetti trascinati sulla sabbia.

Dopo quattro giorni di silenzio assoluto, stamattina i volontari del progetto “Domizia”, che riunisce le sinergie ambientali del territorio casertano, hanno identificato ben due lunghe tracce lasciate da future mamme Caretta caretta sulla spiaggia di Castel Volturno (CE).

Sul posto è giunto Antonino Pace, assegnista di ricerca presso il CRTM “Anton Dohrn” di Portici (NA), il quale ha effettuato entrambe le ispezioni, confermando la presenza delle uova sia sotto il primo (uova traslocate in un punto più lontano dal mare) che sotto il secondo avvallamento.

Decimo ed undicesimo nido messo in sicurezza nel comune casertano in cui dal 2003 al 2015 non risulta alcuna deposizione documentata e a cui poi sono seguite soltanto una schiusa a sorpresa sia nel 2016 che nel 2020. Numeri dunque pazzeschi, che confermano anche per questa settimana Castel Volturno come comune con più i nidi pubblici censiti fino ad ora in questo 2021.

Spostandoci più a sud, esattamente sulla spiaggia siciliana di Isola delle Correnti a Portopalo di Capo Passero (SR), grazie al monitoraggio di Cristian, volontario di “Sea Sheperd“, il quale ha già individuato altre deposizioni nel mese di giugno, stamattina la biologa marina Oleana Olga Prato, operatrice WWF e attivista del progetto “Life EuroTurtles“, ha confermato la presenza delle uova e quindi anche la ventesima nidificazione di quest’anno della provincia di Siracusa.

Nelle prossime ore potrebbero arrivare altre novità dalla regione Sicilia, ove oltre alla traccia siracusana che ha portato al ritrovamento della camera d’incubazione, ne sono state rinvenute altre relative solo ad un tentativo di deposizione sia ad Augusta (SR) che sull’isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie.

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